La Ragioneria generale dello Stato ha introdotto modifiche al decreto legge infrastrutture, approvato a febbraio dal Consiglio dei ministri. La nuova versione chiarisce che il Ponte sullo Stretto di Messina non potrà generare "nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica". Di conseguenza, la Società Stretto di Messina dovrà impiegare esclusivamente i 13,5 miliardi di euro già stanziati per le operazioni preliminari all'avvio dei cantieri.
Vincoli sui finanziamenti del Ponte sullo Stretto
La precisazione della Ragioneria generale dello Stato, un organo tecnico del Ministero dell’Economia e delle Finanze, impedisce al Governo di destinare ulteriori fondi al Ponte sullo Stretto di Messina, a meno di modifiche alle previsioni di bilancio. Questo intervento mira a garantire che la spesa pubblica rimanga entro i limiti stabiliti nella Manovra finanziaria. La Ragioneria agisce come organo di controllo per assicurare il rispetto delle regole finanziarie da parte dell'Esecutivo.
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Prospettive per l'avvio dei lavori
Nonostante i vincoli sui finanziamenti, l'amministratore delegato della Società Stretto di Messina ha espresso fiducia sulla fattibilità del progetto senza ulteriori risorse. Parallelamente, il ministro Salvini ha annunciato che non verranno più fissate scadenze mensili per l'inizio dei lavori, indicando un possibile slittamento dei tempi. La decisione della Ragioneria generale dello Stato di specificare i limiti di spesa pone un tetto ai costi del progetto, vincolando la sua realizzazione ai fondi già disponibili.
