Ponte sullo Stretto, rivoluzione governance: via il super-commissario

Pubblicato: 05/02/2026, 14:21:403 min
Scritto da
Maria Gloria Domenica
Categoria: Lifestyle
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Ponte sullo Stretto, rivoluzione governance: via il super-commissario

La riscrittura del decreto dopo il dialogo con il Quirinale

Il governo ha rivisto radicalmente l’impianto normativo del decreto sul Ponte sullo Stretto, modificando l’articolo chiave dopo un serrato confronto con il Quirinale. La nuova versione, approvata in Consiglio dei ministri, abbandona la logica della governance straordinaria che caratterizzava le prime bozze, allineandosi alle osservazioni del Presidente della Repubblica. Le critiche del Colle vertevano sull’eccessiva deroga agli assetti amministrativi ordinari, in particolare la nomina di un Commissario straordinario coincidente con l’AD della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci. Il testo originario riduceva inoltre i poteri di controllo della Corte dei Conti e alleggeriva il perimetro della responsabilità erariale, elementi considerati incompatibili con i principi costituzionali. La riscrittura dell’articolo 1 segna una discontinuità netta: scompare la figura del super-commissario, simbolo di un’impostazione emergenziale che aveva sollevato perplessità istituzionali. Fonti di Palazzo Chigi confermano che il dialogo con il Quirinale è stato determinante per ridefinire gli equilibri, garantendo maggiore trasparenza e allineamento alle procedure ordinarie.

Il Mit riprende il controllo dell’opera

Con il nuovo decreto, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) torna al centro del processo decisionale, assumendo la regia tecnica e amministrativa del progetto. La scelta riflette l’intenzione di normalizzare la gestione dell’opera, integrandola nel quadro programmatico del Pnrr e sottoponendola ai consueti meccanismi di verifica. Il Mit coordinerà ora le attività di Stretto di Messina Spa, società già incaricata degli studi preliminari, senza più la sovrapposizione di figure ad hoc. Il riassetto ridisegna anche i rapporti con gli enti locali: Regione Sicilia e Regione Calabria avranno un ruolo più strutturato nelle fasi operative, mentre la Corte dei Conti recupera pienamente le sue funzioni ispettive. Una soluzione che, secondo gli analisti, evita il rischio di “opacità tecnocratiche” e riporta il Ponte nell’alveo delle grandi opere sottoposte a scrutinio democratico.

Le ricadute sul progetto e i prossimi passi

La rimodulazione della governance non rallenta – secondo il governo – i tempi del progetto, ma introduce criteri di sostenibilità giuridica e finanziaria. Il ministro Salvini ha garantito che l’iter autorizzativo proseguirà senza intoppi, con la Valutazione di Impatto Ambientale prevista entro il 2024. Tuttavia, alcuni esperti sollevano dubbi sull’effettiva tenuta dei cronoprogrammi, ricordando che il modello Mit richiederà un maggiore coordinamento interministeriale. La scomparsa del super-commissario lascia aperti interrogativi sull’attuale leadership di Pietro Ciucci: sebbene non più investito di poteri straordinari, potrebbe mantenere un ruolo tecnico nella società. Intanto, il Parlamento è chiamato a convertire il decreto entro 60 giorni, in un confronto politico dove l’opposizione annuncia battaglia sulle clausole finanziarie. Repubblica Corriere della Sera ANSA

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