Nella notte di Capodanno 2026, un incendio seguito da un'esplosione ha devastato il bar Le Constellation a Crans-Montana, causando almeno 47 morti e oltre 112 feriti. Tra le vittime, diversi italiani: due in gravi condizioni in Svizzera e tre al Niguarda di Milano. Le autorità indagano sulle cause, mentre i soccorsi mobilitano elicotteri e ospedali specializzati.
La tragedia nel cuore della notte di Capodanno
L'esplosione ha colpito il popolare bar Le Constellation a Crans-Montana, rinomata località sciistica nel Canton Vallese, Svizzera, proprio durante i festeggiamenti di Capodanno. Secondo le prime ricostruzioni, un incendio ha innescato una o più deflagrazioni all'interno del locale sotterraneo, dove si trovavano circa 200 persone, in gran parte giovani e turisti. Il bilancio provvisorio parla di 47 morti e 112 feriti, molti dei quali in condizioni critiche per ustioni gravi, come confermato dalla polizia cantonale.
Le autorità svizzere hanno descritto la scena come apocalittica: il bar, con capacità di 300 persone all'interno e 40 sulla terrazza, è stato teatro di una strage evitabile. Testimoni oculari hanno raccontato di un'uscita di emergenza troppo stretta, costringendo i presenti a rompere una vetrina per fuggire. Il capo della polizia cantonale, Frederic Gisler, ha aggiornato il conteggio a 47 vittime decedute e 115 feriti, di cui 40 molto gravi, in una conferenza stampa a Sion.
Immediatamente è scattato lo stato di emergenza: la zona è stata isolata, con interdizione al volo, e il Consiglio di Stato ha attivato protocolli nazionali. Guy Parmelin, presidente della Confederazione, ha definito l'evento 'una delle peggiori tragedie del nostro Paese', ordinando le bandiere a mezz'asta per cinque giorni e esprimendo cordoglio alle famiglie.
Cause probabili e dinamica dell'incidente
Le indagini preliminari puntano su un incidente banale: l'accensione di una candela su un tappo di Champagne all'interno del locale, che avrebbe provocato l'incendio iniziale. Tuttavia, la violenza dell'esplosione solleva dubbi, con esperti che ipotizzano accumuli di gas o materiali infiammabili non regolamentati. La polizia ha escluso dolo, classificando l'evento come 'non doloso', ma le perizie sono in corso per chiarire la sequenza degli eventi.
Il bar si trovava in un seminterrato, aggravando la situazione: il fumo denso e le fiamme hanno intrappolato decine di persone. Fonti ufficiali sottolineano che la capienza era rispettata, ma la presenza di minorenni e turisti ha complicato i soccorsi. L'esplosione secondaria ha sventrato parte della struttura, rendendo difficile l'accesso ai vigili del fuoco.
Nonostante le speculazioni online su censure per preservare l'immagine turistica di Crans-Montana, le autorità svizzere mantengono trasparenza, promettendo aggiornamenti. La macchina dei soccorsi ha risposto con efficienza: 10 elicotteri, 40 ambulanze e oltre 150 medici hanno operato per ore, trasferendo i feriti in ospedali specializzati.
Il bilancio delle vittime e gli italiani coinvolti
Tra le 47 vittime confermate, molte sono irriconoscibili a causa delle ustioni estese, complicando l'identificazione. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha riferito di almeno 47 morti e 100 feriti, con stranieri tra cui francesi, tedeschi e italiani. L'ambasciatore Gian Lorenzo Cornado ha contato 6 italiani dispersi e 13 ricoverati, mentre fonti aggiornate parlano di 5 connazionali direttamente colpiti.
Due italiani versano in gravi condizioni negli ospedali svizzeri di Sion, Losanna e Zurigo, centri per grandi ustionati. Altri tre giovani sono stati rimpatriati al Niguarda di Milano, uno in coma: il nosocomio lombardo ha attivato protocolli per ustionati gravi. Il Ministero degli Esteri italiano monitora la situazione, coordinandosi con le autorità elvetiche.
Paesi come Francia, Italia e Germania hanno offerto assistenza medica e supporto consolare. Le famiglie attendono DNA test per conferme, mentre il dolore si diffonde: Crans-Montana, meta di lusso per sciatori, piange una generazione di festaioli.
Soccorsi eroici e reazioni istituzionali
I soccorsi sono stati encomiabili: elicotteri hanno evacuato decine di feriti verso Losanna, Zurigo e Ginevra. Più di 150 operatori sanitari hanno lavorato senza sosta, affrontando freddo e visibilità ridotta. Parmelin ha lodato la 'macchina dei soccorsi perfetta', nonostante il lutto nazionale.
Il Ministero degli Esteri italiano ha diramato comunicati sui social, rassicurando sui 47 morti e 100 feriti totali. Tajani ha attivato l'unità di crisi Farnesina per assistere i connazionali. Solidarietà da leader europei: bandiere a mezz'asta simboleggiano il cordoglio collettivo.
Ora l'attenzione è sulle indagini e il supporto psicologico. Crans-Montana chiuderà attrazioni per giorni, ma la comunità si stringe: eventi commemorativi sono in programma. La tragedia solleva questioni su sicurezza nei locali notturni alpini, spingendo a revisioni normative.
