Raid su Zaporizhzhia: ospedale materno colpito da drone
Nella notte tra sabato e domenica, un drone russo ha colpito un ospedale materno nella città meridionale di Zaporizhzhia, causando il crollo parziale della struttura e ferendo sei persone. Due donne che stavano effettuando controlli medici sono rimaste intrappolate sotto le macerie, prima di essere estratte dai soccorritori. Il governatore Ivan Fedorov ha denunciato l’attacco su Telegram, aggiornando progressivamente il bilancio delle vittime: "I russi hanno colpito deliberatamente un luogo che rappresenta la vita". L’edificio, situato nel distretto di Shevchenkivskyi, ospitava anche ambulatori per cure primarie. Gli attacchi a Zaporizhzhia rientrano in una serie di offensive coordinate su tre regioni ucraine. Secondo i servizi di emergenza, sono stati utilizzati droni Shahed e artiglieria pesante. Le autorità locali segnalano danni critici alle infrastrutture civili, compresi sistemi di riscaldamento e trasporti pubblici, con temperature notturne scese sotto lo zero. La Protezione Civile ucraina ha definito l’azione "un crimine di guerra premeditato".
Vittime a Dnipro e Kherson
A quasi 300 km da Zaporizhzhia, nella città centrale di Dnipro, un attacco con droni ha ucciso due civili nelle prime ore di domenica. Un uomo e una donna sono deceduti per l’esplosione di un UAV su un complesso residenziale, come confermato dal capo dell’amministrazione militare regionale Oleksandr Ganzha. Quattro persone sono state ricoverate con ustioni e traumi da schegge. Nello stesso periodo, la città meridionale di Kherson è stata colpita da bombardamenti d’artiglieria che hanno ferito una 59enne. La donna, raggiunta da frammenti di vetro mentre si trovava nel suo appartamento, è stata stabilizzata in ospedale. Il sindaco Roman Mrochko ha evidenziato come i raid abbiano preso di mira quartieri residenziali privi di installazioni militari. Il bilancio complessivo delle ultime 24 ore registra due morti e sette feriti accertati, secondo i dati del Ministero degli Interni ucraino.
Contesto geopolitico: la tregua non confermata
Gli attacchi coincidono con la scadenza della riduzione unilaterale delle operazioni belliche annunciata giovedì dall’ex presidente statunitense Donald Trump. In un discorso pubblico, Trump aveva affermato che Vladimir Putin avrebbe sospeso i raid su Kyiv e "varie città" a causa del freddo intenso. Tuttavia, il Cremlino non ha mai confermato né i termini né le motivazioni climatiche di questa presunta tregua, lasciando spazio a interpretazioni contrastanti. Analisti del Wilson Center sottolineano come la narrativa russa tenda a negare sistematicamente gli accordi informali, complicando la verifica delle dichiarazioni occidentali. Intanto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito la necessità di "proteggere i cieli" attraverso forniture urgenti di sistemi antiaerei. Fonti del Pentagono segnalano che il Congresso statunitense potrebbe votare nuove tranche di aiuti militari già nella prossima settimana. Telegram di Ivan Fedorov Telegram di Oleksandr Ganzha Reuters
