Lo scontro tra Bruxelles e il gigante cinese
Il 6 febbraio scorso, la Commissione europea ha mosso un'accusa preliminare contro TikTok per violazione del Digital Services Act, contestando che il design della piattaforma sia costruito per creare dipendenza, in particolare tra i giovani utenti. L'indagine formale, avviata nel febbraio 2024, ha identificato specifiche funzionalità ritenute problematiche: lo scrolling infinito, l'autoplay, le notifiche push e il sistema di raccomandazione altamente personalizzato. Secondo Bruxelles, questi elementi "premiano" costantemente gli utenti con nuovi contenuti, attivando una modalità "autopilota" nel cervello che riduce l'autocontrollo e incoraggia comportamenti compulsivi. La Commissione ha sottolineato come TikTok non abbia adeguatamente valutato i rischi che queste caratteristiche pongono al benessere fisico e mentale degli utenti, soprattutto minori e adulti vulnerabili.
Le modifiche richieste e le difese insufficienti
La Commissione ha chiesto a TikTok di apportare cambiamenti strutturali al servizio, tra cui la disattivazione dello scrolling infinito nel tempo, l'implementazione di pause efficaci per il tempo di schermo (incluse le ore notturne) e l'adattamento del sistema di raccomandazione per limitare gli effetti di dipendenza. Bruxelles ha inoltre evidenziato l'insufficienza delle attuali misure di protezione: gli strumenti di gestione del tempo di schermo sono "facili da ignorare" e i controlli parentali richiedono tempo e competenze aggiuntive ai genitori, risultando poco efficaci nel ridurre l'uso eccessivo.
Le conseguenze e i prossimi passi
TikTok ha ora il diritto di esaminare il fascicolo dell'indagine e rispondere per iscritto, mentre il Consiglio europeo dei servizi digitali sarà consultato. La piattaforma ha già dichiarato che contesterà i risultati con ogni mezzo disponibile. Se la Commissione confermasse le sue conclusioni, TikTok potrebbe affrontare una multa fino al 6% del suo fatturato annuo mondiale. Questo precedente potrebbe aprire la strada a nuovi standard di design anche per altre piattaforme social come Facebook e Instagram, qualora presentassero caratteristiche simili.
