Gaza: code per un pasto caldo nelle cucine della solidarietà

Pubblicato: 13/02/2026, 19:01:353 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Cronaca
Condividi:
#aiuti #caritative #code #denaro #merci #gaza #interminabili #finanziarie
Gaza: code per un pasto caldo nelle cucine della solidarietà

File interminabili nelle mense caritative


A Gaza, i palestinesi formano lunghe code per ricevere un pasto caldo dalle cucine caritative della città. Questa scena quotidiana riflette le difficoltà persistenti nella Striscia, dove l'accesso al cibo rappresenta una sfida concreta per molti residenti. Nonostante le code ordinate, l'atmosfera è segnata da un senso di necessità immediata, con famiglie e individui in attesa di un sostegno essenziale per superare la giornata.
Il contesto di queste mense solidali emerge da una realtà di dipendenza dagli aiuti, dove ogni pasto distribuito diventa un gesto vitale. I volontari operano in strutture improvvisate, distribuendo porzioni semplici ma preziose in un ambiente segnato da privazioni. Questa routine evidenzia come la popolazione, pur organizzata, affronti quotidianamente la precarietà alimentare, rendendo le cucine caritative un punto di riferimento indispensabile per la sopravvivenza collettiva.

Impatto del cessate il fuoco sulle forniture


Il cessate il fuoco tra Israele e Hamas, entrato in vigore a ottobre, ha permesso un parziale allentamento delle restrizioni sull'ingresso di merci e aiuti umanitari. Questa tregua ha facilitato un flusso limitato di beni essenziali, alleviando in parte il blocco precedente che ostacolava le importazioni. Tuttavia, le forniture rimangono insufficienti rispetto ai bisogni della popolazione, come sottolineato dall'ONU.
L'allentamento ha consentito l'arrivo di alcuni convogli umanitari, ma le quantità non coprono la domanda crescente. Secondo l'ONU, il divario tra disponibilità e necessità persiste, con merci che entrano a ritmi lenti e non proporzionati alla scala della crisi. Questo parziale miglioramento non ha invertito la tendenza alla scarsità, lasciando molte famiglie in una condizione di vulnerabilità cronica nonostante la pausa nei combattimenti.

Crisi economica e aiuti limitati


I prezzi delle merci a Gaza sono molto alti, richiedendo un maggiore dispendio di denaro per i bisogni basilari. Ahmed Al Masri spiega: "I prezzi delle merci sono molto alti e questo aumento richiede più denaro. In questo momento a Gaza circola pochissimo denaro, a parte quello fornito dalle organizzazioni internazionali". Queste entità inviano messaggi ai residenti, offrendo aiuti economici per aiutare a fine mese, ma anche tali supporti sono limitati.
La scarsità di liquidità interna amplifica le difficoltà, con l'economia locale dipendente da interventi esterni. Le organizzazioni internazionali rappresentano l'unica fonte significativa di risorse finanziarie, ma i loro contributi non bastano a colmare il vuoto. Questa situazione crea un circolo vizioso, dove l'alto costo della vita e la bassa circolazione di denaro rendono ogni acquisto una sfida, spingendo molti a fare affidamento esclusivo sulle mense e sugli aiuti sporadici.

Commenti

Caricamento commenti…