Un'immagine che circola sui social media e ha suscitato polemiche è quella di “comunisti di Bologna che versano il latte dei bambini istriani sui binari”. Questa foto, per quanto popolare, si è rivelata essere una creazione dell’intelligenza artificiale (AI). Diverse varianti del meme ne hanno ampliato l'uso, descrivendo i soggetti come iscritti alla CGIL, creando un'incertezza giustificata solo dal fatto che si tratta di immagini generate dall'AI. L'origine delle immagini è una ricostruzione del tutto romanzata, autoconfessa creazione AI, del "treno della vergogna".
Questo convoglio di esuli istriani passava da Bologna tra contestazioni di storicità ad oggi ancora oggetto di dibattito. L'AI ai tempi nostri serve proprio a questo, a colorire gli spazi vuoti. Mentre la storia ufficiale dibatte sulla ricostruzione degli eventi, se si trattasse di un convoglio o più convogli, e se la narrazione del “treno della vergogna” sia così come descritta o “nata da rappresentazioni collettive e amplificata per motivi ideologici e politici”, l’intelligenza artificiale consente di riempirla di dettagli sordidi e ragebait, virali acchiappaclick. In realtà, la storia dietro questa immagine è molto più complessa.
La foto è stata generata da un'AI che ha elaborato immagini basate su informazioni storiche incomplete o addirittura false. L'interpretazione della foto come simbolo di umiliazione e vergogna è stata alimentata da una narrazione politica e ideologica, amplificata da media e social network. L’IA ci offre un modo per creare immagini fantasiose, ma anche di sfatare la realtà. La storia del “treno della vergogna” non è solo un'immagine virale, ma un'espressione del dibattito storico su identità etniche e politiche.
La sua interpretazione è stata influenzata da fattori ideologici e politici, creando un'immagine che continua a essere oggetto di discussione. L’AI ci offre strumenti per creare immagini fantasiose, ma anche per sfatare la realtà.
