La protesta silenziosa sul ghiaccio
Vladyslav Heraskevych, portabandiera ucraino ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026, ha trasformato il suo equipaggiamento in un simbolo di memoria e resistenza. Il suo casco da skeleton, personalizzato con i volti degli atleti ucraini uccisi nella guerra con la Russia, è stato però vietato dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO) durante le sessioni ufficiali. Heraskevych ha denunciato la decisione in un post su Instagram, definendola "straziante" e affermando che "spezzava il suo cuore". Il corridore ha spiegato che il casco era un tributo a colleghi come il pattinatore Dmytro Sharpar, morti senza poter più calcare un’arena sportiva. Il CIO, applicando la regola 50 della Carta Olimpica – che vieta manifestazioni politiche, religiose o razziali durante le competizioni – ha bloccato l’uso del casco dopo che Heraskevych lo aveva mostrato nelle prime prove sulla pista. "Sembra che il CIO stia tradendo gli atleti che hanno fatto parte del movimento olimpico", ha aggiunto lo sportivo, sottolineando l’importanza di onorarli proprio nello spazio che ha segnato le loro vite.
Da Pechino 2022 a Milano Cortina
Quella di Heraskevych non è la prima protesta ad alta risonanza. Nel 2022, durante i Giochi di Pechino, lo skeletonista attirò l’attenzione globale esibendo uno striscione con la scritta "No alla guerra in Ucraina", pochi giorni prima dell’invasione russa. Quel gesto, allora tollerato dalle autorità olimpiche, ha reso Heraskevych un volto della resistenza ucraina nello sport. Oggi, con il conflitto ancora in corso, il suo tentativo di portare la memoria della guerra in pista si scontra con limiti più rigidi. La differenza di trattamento solleva interrogativi sulle linee guida del CIO, accusato di incoerenza nel bilanciare neutralità sportiva e diritti umani. Mentre nel 2022 il messaggio era una previsione, oggi è la testimonianza di una tragedia in atto: oltre 400 atleti e allenatori ucraini sono morti in guerra, secondo i dati del Ministero dello Sport di Kiev.
Zelensky e la battaglia simbolica
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è intervenuto pubblicamente in difesa di Heraskevych, condividendo su X (ex Twitter) una foto del casco e scrivendo: "Questo gesto onora i nostri eroi. Gli atleti uccisi dalla Russia meritano di essere ricordati ovunque, specialmente nelle competizioni internazionali". La presa di posizione ha amplificato il caso, trasformandolo in un dibattito globale sul ruolo dello sport nei conflitti. Il CIO, contattato dai media, ha ribadito la necessità di "proteggere la neutralità dei Giochi", ma non ha commentato le critiche specifiche. Intanto, Heraskevych ha assicurato che continuerà a portare avanti la sua battaglia: "Non è politica, è umanità. Questi volti rappresentano chi non può più gareggiare, ma che resta parte di noi". Post Instagram di Vladyslav Heraskevych Dichiarazione di Volodymyr Zelensky su X
