Referendum giustizia: Nordio rassicura, Mantovano critica gli slogan

Pubblicato: 31/01/2026, 11:25:292 min
Scritto da
Redazione
Categoria: In evidenza
Condividi:
#referendum #riforma #nordio #magistratura #mantovano #giustizia #magistrati #rassicura
Referendum giustizia: Nordio rassicura, Mantovano critica gli slogan

Il confronto nelle Corti d'appello

A cinquanta giorni dal referendum del 22-23 marzo sulla riforma della giustizia, le cerimonie d’inaugurazione dell’anno giudiziario in 26 Corti d’appello italiane hanno acceso il dibattito istituzionale. A Milano, il ministro Carlo Nordio ha respinto le accuse di "persecuzione delle toghe": "Se prevarrà il sì, non ci saranno intenti persecutori. Avvieremo un dialogo con magistratura, avvocatura e accademia per le norme attuative". A Napoli, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha bollato come "gravi" gli "slogan falsi" sulla riforma, invitando a evitare "demonizzazioni": "Non sarà l’Apocalisse". Il clima resta teso dopo lo scontro del 30 gennaio alla Cassazione, dove Nordio aveva definito "blasfemo" chi sostiene che la riforma minacci l’indipendenza della magistratura. Dinanzi al presidente Sergio Mattarella, il ministro aveva ribadito l’obiettivo di "riequilibrio" tra accusa e difesa, tema oggi al centro delle proteste di centinaia di magistrati.

Le critiche della magistratura

La procuratrice generale di Milano Francesca Nanni ha aperto la cerimonia meneghina con un duro attacco alla riforma, definendola "inutile e punitiva" in un contesto di carenze di personale e risorse. "Separare le carriere non risolve i problemi", ha aggiunto, riferendosi alla divisione tra magistrati giudicanti e requirenti. A Napoli, il procuratore generale Claudio Castelli ha espresso preoccupazione per le "campagne d’odio" che circondano il referendum, sottolineando come la polarizzazione rischi di oscurare il merito tecnico della riforma. Le toghe contestano soprattutto l’abolizione del Consiglio superiore della magistratura come organo autonomo e l’introduzione di meccanismi di valutazione percepiti come strumenti di controllo politico. Nordio ha replicato definendo "fuori luogo" le proteste durante le cerimonie istituzionali, pur riconoscendo il diritto alla dissidenza.

Il nodo del post-referendum

Entrambi gli esponenti del governo hanno insistito sulla fase applicativa della riforma in caso di vittoria del sì. Mantovano ha invitato a "ragionare sui contenuti concreti", mentre Nordio ha promesso "ascolto" nella definizione dei decreti attuativi. Restano però nodi irrisolti: dalla tempistica delle assunzioni nei nuovi uffici separati, al rischio – secondo l’Associazione nazionale magistrati – di "paralizzare" i tribunali durante la transizione. Il referendum, che chiede agli elettori di confermare o respingere la legge, segna uno spartiacque nel rapporto tra esecutivo e magistratura. Con il 47% degli italiani indeciso secondo i sondaggi (Repubblica), la campagna si gioca sulla capacità di convincere che la riforma sia un’evoluzione necessaria o un pericolo per l’autonomia giudiziaria (ANSA). Repubblica, ANSA, Governo Italiano

Commenti

Caricamento commenti…