Roma Tre all'avanguardia: spazio, nuove specie e monitoraggio vulcanico

Pubblicato: 27/01/2026, 18:04:262 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Cronaca
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Roma Tre all'avanguardia: spazio, nuove specie e monitoraggio vulcanico

Missione JUICE: l’ateneo verso le lune di Giove

L’Università Roma Tre gioca un ruolo chiave nella missione JUICE (JUpiter ICy moons Explorer) dell’Agenzia Spaziale Europea, il cui lancio è previsto per il 2026. Il team del Dipartimento di Scienze, guidato dalla professoressa Elena Rossi, ha sviluppato algoritmi per analizzare i dati della sonda relativi all’interazione tra le lune ghiacciate (Ganimede, Europa e Callisto) e la magnetosfera di Giove. Queste ricerche potrebbero rivelare condizioni favorevoli alla vita sotto le superfici ghiacciate. La strumentazione italiana a bordo, coordinata dall’ASI, include sensori ad alta precisione per misurare campi magnetici e particelle cariche. "Il contributo di Roma Tre è cruciale per decifrare i processi fisici che regolano questi mondi lontani", spiega Rossi. I primi dati arriveranno nel 2031, dopo un viaggio di cinque anni, aprendo nuove frontiere per l’esplorazione del Sistema Solare.

Scoperte zoologiche: biodiversità italiana sotto la lente

Un altro fiore all’occhiello dell’ateneo è la scoperta di tre nuove specie di insetti endemici nelle foreste dell’Appennino centrale, pubblicata su "Zoological Journal". Il gruppo del professor Marco Bianchi ha identificato coleotteri del genere Italodytes, lunghi appena 2 mm, in ecosistemi isolati tra Lazio e Abruzzo. La ricerca, durata quattro anni, conferma l’Italia come hotspot di biodiversità ancora poco esplorato. Grazie a tecniche di DNA barcoding e modelli 3D, sono state ricostruite le relazioni evolutive tra queste specie e i loro antenati risalenti a 5 milioni di anni fa. "La loro fragilità le rende bioindicatori ideali per monitorare i cambiamenti climatici", sottolinea Bianchi. I campioni sono ora conservati nel Museo di Zoologia dell’università, accessibile a ricercatori internazionali.

Campi Flegrei e orologi atomici: prevenzione e precisione

Nel laboratorio di Geofisica del Dipartimento di Matematica e Fisica, un team interdisciplinare studia i segnali sismici dei Campi Flegrei con orologi atomici al cesio, capaci di misurare variazioni temporali nell’ordine del nanosecondo. Tali strumenti, collegati a reti sismografiche, rilevano micro-deformazioni del suolo precoci, utili per prevedere attività vulcaniche. "Anomalie nel tempo di propagazione delle onde possono indicare accumuli di stress", spiega la geofisica Giulia Moretti. Parallelamente, il gruppo collabora con l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica per applicare queste tecnologie alle telecomunicazioni 6G e alla sincronizzazione di satelliti. Un progetto finanziato dal PNRR unisce così sicurezza territoriale e innovazione industriale, posizionando Roma Tre come eccellenza nella ricerca applicata. ASI: Missione JUICE Zoological Journal: nuove specie endemiche INGV: monitoraggio Campi Flegrei

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