La dinamica della tragedia
Davide Borgione, 19 anni, è stato trovato agonizzante su una strada di Torino nella notte del 25 gennaio, morendo poche ore dopo al CTO. La ricostruzione preliminare indica che due giovani ventenni, transitati nella zona, lo avrebbero sorpreso in evidente difficoltà fisica. Invece di soccorrerlo, gli hanno sottratto il portafoglio dalla tasca. Poco dopo, un automobilista – anch’egli sulla ventina – avrebbe urtato il corpo di Borgione già a terra, senza fermarsi. Le indagini, coordinate dalla sostituta procuratrice Delia Boschetto, escludono per ora il reato di omicidio stradale, concentrandosi sulle responsabilità legate alla mancata assistenza.
Le accuse e le difese
I due presunti sciacalli sono indagati per omissione di soccorso e furto, mentre l’automobilista risponde unicamente del primo reato. Durante gli interrogatori, quest’ultimo ha dichiarato di non aver né visto il corpo né percepito l’urto. La vicenda assume un profilo paradossale: tutti gli indagati sono quasi coetanei della vittima, rendendo il caso emblematico di dinamiche generazionali distorte. Il fascicolo, in attesa dell’autopsia disposta dalla procura, potrebbe evolvere con l’acquisizione di ulteriori elementi probatori, ma al momento non sono previste contestazioni per omicidio colposo.
L’indagine e i prossimi passi
Gli agenti della polizia locale hanno identificato i tre giovani grazie alle telecamere di videosorveglianza, che hanno catturato i movimenti nella zona. I filmati sono cruciali per ricostruire l’esatta sequenza degli eventi: dall’arrivo dei due sciacalli, al furto, al successivo passaggio dell’auto. La procura valuterà se la morte sia derivata esclusivamente dal malore iniziale o se l’impatto con il veicolo abbia contribuito al decesso. L’autopsia chiarirà le cause effettive, mentre gli inquirenti approfondiscono il ruolo di ciascun indagato nella catena delle responsabilità. La Stampa Torino, Repubblica Torino
