Le fonti russe riportano il trasferimento delle riserve auree iraniane verso Mosca, mentre le proteste contro il regime continuano con oltre 500 morti. Teheran apre canali con gli Usa, ma la repressione persiste e Internet resta bloccato.
Il trasferimento delle riserve auree
I media russi hanno rivelato che le riserve auree iraniane sono in volo verso Mosca, in un momento di estrema instabilità interna. Questa mossa ricorda il trasferimento di asset siriani dopo la caduta di Bashar al-Assad, segnalando timori di collasso del regime a Teheran.
Secondo il 'Moscow Times', i voli privati da Teheran si sono intensificati dall'inizio della rivolta, con carichi preziosi diretti in Russia per sicurezza. Le autorità iraniane non hanno confermato, ma il contesto di proteste violente rafforza queste indiscrezioni.
Esperti interpretano il gesto come una strategia di preservazione patrimoniale, mentre il governo cerca di contenere la crisi interna con repressioni e appelli alla calma.
Le proteste e il bilancio delle vittime
Le manifestazioni anti-governative in Iran non accennano a fermarsi, con un bilancio tragico di circa 545 morti accertati e altri 580 da verificare, secondo l'ong americana Hrana. Quasi 10.700 arresti completano il quadro di una repressione durissima.
Il presidente del parlamento, Mohammad Baqer Qalibaf, ha minacciato ritorsioni contro Israele e basi Usa in caso di intervento esterno, definendo le proteste come opera di 'errori di calcolo' nemici.
Reza Pahlavi, principe in esilio, annuncia su X aiuti internazionali imminenti per i rivoltosi, alimentando speranze di cambio regime tra i manifestanti.
Canali diplomatici con gli Stati Uniti
Teheran ha confermato l'apertura di un canale di comunicazione con un emissario americano, dopo le dichiarazioni di Donald Trump sull'Air Force One. Il presidente Usa ha rivelato che i leader iraniani hanno chiamato per negoziare, con un incontro in preparazione.
Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha ribadito che l'Iran è pronto al dialogo basato su 'rispetto reciproco', ma non cerca la guerra pur essendone preparato. Il portavoce Esmaeil Baghaei ha confermato i contatti con l'inviato speciale di Washington.
Queste aperture avvengono mentre il presidente Masoud Pezeshkian accusa Usa e Israele di orchestrare la destabilizzazione, invitando le famiglie a non unirsi ai 'terroristi'.
Blackout internet e repressione interna
Da oltre 80 ore persiste il blackout di Internet in Iran, misura per isolare i manifestanti e limitare la diffusione di notizie. Araghchi ha promesso un ripristino imminente, coordinato con le forze di sicurezza.
Press Tv di Stato descrive i sostenitori del regime come 'iraniani uniti contro il terrorismo', bolling le proteste come 'rivolte appoggiate da Usa e Israele'. Nuove manifestazioni pro-governo sono in programma a Teheran e altre città.
L'Ue minaccia ulteriori sanzioni per la repressione brutale, mentre Al-Jazeera continua a trasmettere nonostante le restrizioni, denunciando la caccia ai responsabili delle sommosse da parte delle forze di sicurezza.
Prospettive future e tensioni regionali
Il trasferimento aureo a Mosca rafforza i legami russo-iraniani, in un contesto di sanzioni e isolamento. Teheran punta su negoziati equi per evitare escalation, ma le proteste interne rischiano di accelerare il declino del regime.
Trump ha suggerito di dover 'agire prima' di un incontro, alimentando speculazioni su interventi Usa. Intanto, Qalibaf avverte di obiettivi legittimi come Israele e basi americane in caso di attacco.
Gli ayatollah mantengono il controllo, ma il malcontento economico e le vittime crescenti potrebbero innescare un punto di non ritorno, con occhi puntati su aiuti internazionali promessi.
