Trump ossessionato dalla Groenlandia: la Cina apre la rotta

Pubblicato: 06/01/2026, 17:00:593 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Esteri
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Trump ossessionato dalla Groenlandia: la Cina apre la rotta
L'interesse USA per l'isola artica si intreccia con le nuove vie cinesi nell'Artico

Donald Trump rilancia l'idea di acquisire la Groenlandia per ragioni di sicurezza e risorse, mentre la Cina avanza con rotte artiche aperte dal disgelo. Tra tensioni con la Danimarca e ricchezze minerarie, emerge una partita geopolitica cruciale.

L'ossessione di Trump per la Groenlandia

Donald Trump ha rinnovato il suo interesse per la Groenlandia, definendola essenziale per la difesa nazionale in un'intervista a The Atlantic. Già nel primo mandato, il tycoon aveva proposto alla Danimarca di vendergli l'isola, motivando la richiesta con motivi di sicurezza e materie prime critiche.

La premier danese Mette Frederiksen ha respinto con forza le avance americane, affermando che gli USA non hanno diritto di annessere territori del Regno di Danimarca. Leader groenlandesi e UE sottolineano che l'isola appartiene al suo popolo, non a potenze straniere.

Recentemente, Trump ha nominato Jeff Landry come inviato speciale per la Groenlandia, riacendendo speculazioni su piani di associazione che escludano Copenaghen.

La rotta artica e l'influenza cinese

Il disgelo dei ghiacci ha aperto nuove rotte artiche, controllate in parte dalla Cina, che Trump vede come minaccia diretta agli interessi USA. Pechino investe pesantemente nell'Artico per risorse e commerci, spingendo Washington a rafforzare la presenza militare.

La Groenlandia si trova in posizione strategica tra Europa e Nord America, ideale per il sistema antimissile balistico americano. La rotta settentrionale riduce i tempi di navigazione, rendendo l'isola un nodo geopolitico vitale contro espansione russa e cinese.

Esperti avvertono che le attività cinesi nell'Artico potrebbero alterare equilibri NATO, con Trump che invoca un controllo USA per contrastarle.

Risorse minerarie: il tesoro sotto i ghiacciai

La Groenlandia custodisce riserve enormi di terre rare, zinco, uranio, nichel e cobalto, cruciali per la transizione energetica verde e l'indipendenza dalle forniture cinesi.

Startup come KoBold Metals usano l'IA per esplorare giacimenti potenzialmente tra i più grandi al mondo, attirando investimenti USA. Si stimano il 13% delle riserve globali di petrolio e il 30% di gas.

Trump mira a queste risorse per ridurre la dipendenza americana da Pechino, integrando l'interesse strategico con opportunità economiche.

Reazioni internazionali e scenari futuri

La Danimarca rafforza i legami con la Groenlandia, investendo in difesa artica per mitigare tensioni con Trump. La NATO osserva preoccupata, temendo crisi all'interno dell'Alleanza.

Storicamente, anche il presidente Truman propose l'acquisto della Groenlandia, ma fallì. Oggi, con l'autonomia groenlandese e sussidi danesi, un'indipendenza potrebbe aprire nuove opzioni.

Il futuro dipende da negoziati: Trump insiste su accordi bilaterali, mentre Copenaghen e Nuuk difendono la sovranità, in un contesto di rivalità sino-americana sempre più accesa.

Implicazioni per l'Europa e la NATO

L'UE esprime solidarietà alla Danimarca, vedendo nelle mire di Trump un rischio per la coesione atlantica. La Groenlandia, semi-autonoma, ha diritto all'indipendenza per accordo del 2009.

Le visite di JD Vance alla base di Pituffik segnalano l'impegno USA, ma provocano frizioni. Media danesi accusano Washington di influenzare l'opinione pubblica locale.

Per l'Europa, il controllo USA della Groenlandia potrebbe alterare dinamiche artiche, favorendo o contrastando l'espansione cinese a seconda delle alleanze.

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