A Parigi è iniziato il summit dei Volenterosi per rafforzare il sostegno all'Ucraina e pianificare un cessate il fuoco. Intanto, massicci attacchi con droni russi su Kiev e raid ucraini su Tver causano vittime da entrambe le parti, complicando i negoziati.
L'avvio del summit a Parigi
Il vertice dei Volenterosi è iniziato oggi a Parigi, con leader internazionali riuniti per concretizzare gli impegni di sicurezza a favore dell'Ucraina. Zelensky è arrivato nella capitale francese per colloqui a porte chiuse dalle 15:00, focalizzati su una possibile forza multinazionale in caso di cessate il fuoco con la Russia.
Tra i partecipanti spicca la premier italiana Giorgia Meloni, mentre per gli Stati Uniti sono presenti figure vicine a Trump come Witkoff e Kushner. L'obiettivo è accelerare i negoziati avviati a novembre, nonostante le dispute territoriali rimangano il principale ostacolo ai colloqui.
I leader puntano a rendere più solidi i piani per la pace, inclusi garanzie di sicurezza, ma Mosca non mostra segnali di apertura, con i combattimenti che continuano senza sosta sul fronte orientale.
Attacco russo con droni su Kiev
Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, l'aeronautica ucraina ha segnalato un massiccio attacco russo con 61 droni, tra cui modelli Shahed e Gerbera, lanciati da basi come Millerovo e Kursk. Allarmi antiaerei sono scattati a Kiev e in gran parte del Paese, con decolli di MiG-31K che hanno intensificato la tensione.
A Kiev, nel distretto di Obolonskyi, un drone ha danneggiato una struttura medica privata, costringendo all'evacuazione dei pazienti. L'attacco ha coinvolto anche minacce di missili balistici, rendendo la notte particolarmente critica per la popolazione civile.
Queste incursioni dimostrano come il conflitto resti acceso nonostante i tentativi diplomatici, con la Russia che mantiene una pressione costante sulle infrastrutture ucraine.
Raid ucraino su Tver e risposta russa
Mosca ha denunciato un attacco ucraino con droni sulla città di Tver, causando un morto e due feriti a causa di frammenti di un drone abbattuto che ha provocato un incendio in un edificio residenziale. Il governatore ad interim Vitaly Korolev ha confermato l'accaduto, avviando un'indagine.
Il ministero della Difesa russo ha intercettato 129 droni ucraini in oltre 20 regioni, tra cui Bryansk e Belgorod al confine con l'Ucraina. Questo scambio di raid reciproci avviene proprio alla vigilia del summit parigino, complicando gli sforzi per un de-escalation.
Le autorità russe sottolineano che tali azioni ucraine mirano a destabilizzare il territorio interno, mentre Kiev accusa Mosca di violazioni sistematiche del cessate il fuoco proposto.
Prospettive di pace e avanzate territoriali
Zelensky ha sostituito il capo dei servizi segreti e, nei recenti auguri per il 2026, ha dichiarato che un accordo di pace è "pronto al 90%", con il restante 10% legato ai territori occupati come il Donbass e Zaporizhzhia. Un studio USA ammette che nel 2025 la Russia ha avanzato a ritmo doppio, conquistando 701 km² a novembre.
Il piano in venti punti elaborato da Washington e Kiev resta teorico, con nodi irrisolti su adesione NATO e controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Trump si è detto ottimista dopo colloqui con Putin, ma mancano passi concreti.
Il summit di Parigi potrebbe segnare un turning point, rafforzando il sostegno occidentale all'Ucraina per bilanciare le avanzate russe e spingere verso negoziati più incisivi.
