Il 3 gennaio 2026, gli Stati Uniti sotto Donald Trump hanno lanciato airstrikes in Venezuela catturando Nicolás Maduro. L'operazione, non notificata al Congresso, solleva interrogativi su legalità e intenzioni, con Trump che annuncia un controllo temporaneo del paese e coinvolgimento USA nel settore oil. Analizziamo i fatti, le reazioni e il contesto geopolitico.
L'operazione militare USA in Venezuela
Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 2026, gli Stati Uniti hanno condotto una serie di airstrikes mirati in diverse zone del Venezuela, tra cui La Guaira, Higuerote e aree vicino a Caracas. L'operazione, ordinata direttamente dal presidente Donald Trump alle 23:46 ora locale, ha provocato almeno sette esplosioni riportate intorno alle 02:00. Secondo fonti ufficiali, l'attacco ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie, trasferiti fuori dal paese. L'amministrazione Trump ha descritto l'azione come un'operazione di law enforcement supportata da forze militari, giustificandola con l'autorità costituzionale presidenziale.
Trump non ha informato il Congresso in anticipo, motivando la scelta con la necessità di preservare la segretezza della missione. Durante una conferenza stampa a Mar-a-Lago il 3 gennaio, il presidente ha dichiarato che gli USA 'gestiranno' il Venezuela fino a una transizione di potere sicura, aprendo alla possibilità di inviare truppe. Ha inoltre enfatizzato il ruolo futuro delle aziende americane nell'industria petrolifera venezuelana, sostenendo che i ricavi dal petrolio rimborserebbero eventuali costi. Questa mossa ha immediatamente diviso l'opinione pubblica e gli analisti internazionali.
Le esplosioni hanno colpito sia obiettivi civili che militari nelle regioni di Caracas, Miranda, Aragua e La Guaira, come denunciato dal governo venezolano. L'operazione si inserisce in un contesto di crescenti tensioni, con gli USA che accusano Maduro di guidare il 'Cartel de los Soles', un'organizzazione di traffico di droga. Precedentemente, la Marina USA aveva colpito decine di imbarcazioni sospette nei Caraibi, causando oltre 115 morti.
Le dichiarazioni di Trump e il contesto politico
In un post su Truth Social e in interviste successive, Trump ha descritto l'operazione come un 'large-scale strike' di successo, rifiutando negoziati con Maduro negli ultimi giorni. Ha rivelato che il leader venezolano aveva tentato di trattare, ma Trump ha optato per un'azione decisiva. Il presidente ha anche citato contatti con figure dell'opposizione, come Delcy Rodríguez, che avrebbe espresso disponibilità a collaborare, e ha criticato María Corina Machado, premio Nobel per la Pace 2025, per mancanza di supporto popolare.
Trump ha espresso apertura a un'occupazione USA, argomentando che non costerebbe nulla grazie alle riserve petrolifere venezolane. Questa posizione contrasta con la narrazione di un Trump 'pacifista' emersa in campagna elettorale, dove prometteva di evitare guerre infinite. Repubblicani e membri dell'amministrazione difendono la legalità, mentre democratici e osservatori criticano la violazione delle norme costituzionali e del diritto internazionale.
Il governo Maduro, prima della cattura, ha denunciato l'attacco come 'grave aggressione militare', violando la Carta delle Nazioni Unite. Il Venezuela accusa gli USA di targeting indiscriminato, con rapporti di danni a infrastrutture civili. Questa escalation segue mesi di pressione USA, inclusa la presenza di portaerei nei Caraibi e sanzioni contro il regime chavista.
Reazioni internazionali e accuse di aggressione
Ilnews.google.comgoverno venezolano ha reagito con un comunicato su Telegram, definendo gli airstrikes una 'flagrante violazione' del diritto internazionale. Hanno elencato attacchi a Caracas e stati vicini, accusando gli USA di mirare a civili. Organizzazioni come l'ONU e l'UE hanno convocato riunioni d'urgenza, con vari paesi latinoamericani che condannano l'intervento unilaterale, temendo instabilità regionale.
Analisti come Jeffrey Goldberg e Tom Friedman, in discussioni su PBS, avevano previsto tensioni nel 2026 tra USA e Venezuela. Friedman non escludeva un conflitto, notando la leadership 'illegittima' di Maduro dopo elezioni contestate. Trump aveva già minacciato interventi se il regime iraniano o venezolano avesse represso proteste, posizionandosi come 'salvatore' contro dittature.
La cattura di Maduro ha lasciato un vuoto di potere: il suo governo formale persiste, ma Trump insiste su una transizione controllata dagli USA. L'opposizione interna, divisa tra figure come Machado e Rodríguez, fatica a coalescere. La comunità internazionale monitora da vicino, con Russia e Cina che denunciano l'imperialismo yankee e offrono supporto al Venezuela.
Implicazioni geopolitiche e futuro del Venezuela
L'operazioneit.wikipedia.orgrafforza la dottrina Trump di 'America First' aggressiva, priorizzando interessi energetici. Il Venezuela, con le maggiori riserve di petrolio mondiali, diventa strategico per le compagnie USA. Trump prevede un 'forte coinvolgimento' nel settore oil, potenzialmente stabilizzando prezzi globali ma rischiando corruzione e instabilità.
Critici evidenziano rischi di guerriglia e migrazioni massicce, con milioni di rifugiati già in Colombia e Brasile. Senza una transizione chiara, il paese potrebbe frammentarsi, con fazioni chaviste fedeli a Maduro che resistono. Esperti suggeriscono negoziati multilaterali per evitare un Vietnam tropicale.
A livello globale, l'attacco segnala un Trump disposto a usare forza militare contro avversari percepiti, contraddicendo etichette 'pacifiste'. Mentre repubblicani celebrano il colpo al narcotraffico, oppositori temono erosione democratica USA. Il 2026 si apre così con un precedente pericoloso per la sovranità nazionale.
