La Russia ha duramente condannato gli attacchi militari USA contro il Venezuela del 3 gennaio 2026, definendoli un atto di aggressione ingiustificabile. Il presidente Trump ha annunciato la cattura di Nicolas Maduro, scatenando tensioni internazionali.
Il contesto degli attacchi USA in Venezuela
Il 3 gennaio 2026, gli Stati Uniti hanno condotto un'operazione militare su larga scala contro il Venezuela, colpendo installazioni civili e militari a Caracas. Il presidente Donald Trump ha confermato l'attacco, annunciando la cattura del leader venezuelano Nicolas Maduro e di sua moglie, trasferiti fuori dal paese. Questa azione ha portato all'imposizione di uno stato di emergenza in Venezuela, come dichiarato dal ministro degli Esteri Yvan Gil Pinto, che ha descritto gli strikes come un'aggressione militare diretta.
Le motivazioni ufficiali degli USA non sono state dettagliate nei comunicati iniziali, ma il contesto geopolitico suggerisce tensioni legate alla gestione della crisi economica e politica venezuelana. Maduro, al potere dal 2013, è stato accusato da Washington di corruzione e violazioni dei diritti umani, culminate in sanzioni decennali. L'operazione rappresenta un'escalation drammatica, passando da pressioni diplomatiche a un intervento armato, con implicazioni per la stabilità regionale in America Latina.
Immediatamente dopo gli strikes, si sono registrate esplosioni alla base aerea La Carlota di Caracas, con veicoli in fiamme e disordini diffusi. Non ci sono ancora cifre ufficiali sulle vittime, ma il governo venezolano ha attivato misure di difesa. Questa mossa USA riaccende dibattiti su interventi militari unilaterali, simili a operazioni passate in Iraq o Libia, sollevando interrogativi sulla legalità internazionale.
La ferma condanna della Russia
Il Ministero degli Esteri russo ha reagito con una dichiarazione ufficiale, definendo l'azione USA un "atto di aggressione armata" contro il Venezuela, fonte di "profonda preoccupazione e condanna". Mosca ha sottolineato l'assenza di giustificazioni valide, affermando che l'"ostilità ideologica" ha prevalso sul "pragmatismo diplomatico". La Russia, alleata chiave di Caracas, ha riaffermato la solidarietà con il popolo venezolano senza menzionare direttamente Maduro.
Nella nota, il Cremlino ha enfatizzato che il Venezuela deve poter determinare il proprio destino "senza interferenze esterne distruttive, tantomeno militari". L'ambasciata russa a Caracas sta mantenendo contatti costanti con le autorità locali e opera normalmente, nonostante la situazione. Non sono stati riportati feriti tra i cittadini russi, ma Mosca monitora da vicino gli sviluppi, posizionandosi come garante della sovranità latinoamericana.
Questa posizione riflette i legami strategici tra Russia e Venezuela: Mosca è il principale alleato di Caracas in Sud America, fornendo supporto economico e militare. La condanna russa si inserisce in un pattern di opposizione agli interventi USA, simile a quanto visto in Siria o Ucraina, rafforzando l'asse anti-occidentale e potenzialmente aprendo a mediazioni future.
Reazioni internazionali e posizioni di Iran
Oltre alla Russia, l'Iran ha condannato aspramente gli attacchi, definendoli una "flagrante violazione della sovranità nazionale e dell'integrità territoriale" del Venezuela, in contrasto con la Carta ONU. Teheran, alleato stretto di Maduro con cooperazione economica e militare segreta, ha chiesto una condanna immediata, vedendo nell'azione USA un precedente pericoloso per gli stati indipendenti.
Nazioni europee hanno espresso "grande preoccupazione", mentre vicini come la Colombia hanno invocato de-escalation per proteggere i confini e gestire flussi migratori. Cuba ha parlato di "attacco criminale USA", appellandosi alla comunità internazionale. Queste reazioni evidenziano una spaccatura globale: avversari USA uniti nella condanna, alleati cauti nel monitorare.
Il presidente colombiano Gustavo Petro ha descritto l'operazione come un "assalto alla sovranità" latinoamericana, prevedendo una crisi umanitaria. L'Iran, reduce da tensioni con Trump, lega questo evento a minacce recenti, rafforzando la narrazione di un'egemonia USA aggressiva. Tali posizioni potrebbero portare a sessioni d'urgenza al Consiglio di Sicurezza ONU.
Implicazioni geopolitiche e scenari futuri
Glinews.google.comstrikes USA rischiano di destabilizzare l'America Latina, regione autoproclamata "zona di pace" dal 2014. La cattura di Maduro crea un vuoto di potere, con oppositori interni che potrebbero guadagnare terreno, ma anche rischi di guerriglia o alleanze anti-USA. La Russia, mantenendo contatti con Caracas, potrebbe offrire mediazione, come suggerito in alcune fonti, per contenere l'escalation.
Economicamente, il Venezuela è cruciale per il petrolio globale; un conflitto prolungato impatterebbe i mercati energetici, con Mosca e Teheran potenzialmente beneficiarie di prezzi più alti. La comunità internazionale chiama al dialogo, ma la retorica ideologica complica negoziati. Trump ha annunciato una conferenza stampa, dove chiarirà obiettivi e prossimi passi.
A lungo termine, questo episodio potrebbe ridefinire alleanze: Russia e Iran rafforzano il fronte anti-occidentale, mentre USA puntano a un cambio di regime. Prevenire ulteriori escalations richiede diplomazia multilaterale, con focus su diritti umani e stabilità. L'attenzione globale resta alta, in attesa di evoluzioni che potrebbero alterare equilibri mondiali.
