Deroghe Venatorie: Vittoria del TAR di Milano

Pubblicato: 02/03/2026, 15:03:502 min
Scritto da
Maria Gloria Domenica
Categoria: Arte e Cultura
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Deroghe Venatorie: Vittoria del TAR di Milano

Annullamento Provvedimenti Regionali Lombardia

MILANO, 2 marzo 2026 – Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) di Milano ha accolto il ricorso presentato da diverse associazioni ambientaliste, annullando i provvedimenti regionali lombardi che autorizzavano il prelievo in deroga di fringuelli e storni per la stagione venatoria 2025/26. La sentenza, numero 00976/2026, rappresenta una chiara vittoria per la tutela della biodiversità e una contestazione alle politiche della Regione Lombardia. Il ricorso è stato presentato da ENPA, LAC, LAV, LIPU, LNDC Animal Protection, WWF Italia, patrocinate dallo Studio avvocato Linzola.

Principio Fondamentale e Criticità della Delibera Regionale

Il TAR di Milano ha ribadito un principio fondamentale: la caccia a specie protette non può essere considerata un’abitudine. La “deroga” prevista dalla Direttiva Uccelli, intesa come eccezione straordinaria, richiede la presentazione di prove rigorose a sostegno della sua necessità. La decisione del TAR evidenzia una grave carenza nella motivazione della delibera regionale. Il Tribunale ha sottolineato come la delibera mancasse di un’istruttoria seria, limitandosi a replicare schemi già bocciati ripetutamente dalla giustizia europea e nazionale.

La Corte di Giustizia UE ha ripetutamente espresso preoccupazione per le pratiche regionali, e la Lombardia, seguendo un modello adottato anche da altre regioni, ha continuato a tentare l'utilizzo di deroghe considerate “facili”.

Assenza di Alternative e Mancanza di Prove

La Regione Lombardia non ha dimostrato l’assenza di “altre soluzioni soddisfacenti” prima di autorizzare il prelievo di esemplari di fringuelli e storni. La decisione si basa sull’assenza di una valutazione approfondita delle alternative disponibili per la gestione delle popolazioni di uccelli, e sulla mancanza di prove concrete che giustificassero l’imbracatura dei fucili. La sentenza del TAR sottolinea la necessità di un approccio basato su dati scientifici e sulla tutela della biodiversità, piuttosto che su decisioni che sembrano influenzate da considerazioni politiche.

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