Attacco congiunto USA-Israele sull'Iran

Pubblicato: 28/02/2026, 08:06:133 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Cronaca
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Attacco congiunto USA-Israele sull'Iran

Azione militare e dichiarazioni ufficiali

Gli Stati Uniti e Israele hanno intrapreso un'azione militare congiunta contro l'Iran. La notizia è stata inizialmente diffusa da Israele, con il Ministro della Difesa Israel Katz che ha descritto l'operazione come un "attacco preventivo" volto a "rimuovere le minacce nei confronti dello Stato di Israele". A seguito di questa dichiarazione, Katz ha proclamato "lo stato di emergenza immediato" sul territorio israeliano, motivando tale decisione con la previsione di un imminente attacco missilistico e con droni diretto contro lo Stato di Israele e la sua popolazione civile. Successivamente, è giunto un breve comunicato da parte di Donald Trump, il quale ha affermato: "Abbiamo iniziato un grande operazione in Iran. L'obiettivo è difendere gli americani eliminando imminenti minacce del regime iraniano". Trump ha definito l'operazione una "nobile missione", aggiungendo che "l'ora della libertà è vicina". Ha inoltre dichiarato: "Ddistruggeremo i loro missili e ci assicureremo che l'Iran non abbia il nucleare. Il regime imparerà a breve che non bisogna sfidare la forza delle forze armate americane". Il presidente ha tuttavia ammesso la possibilità di vittime. Rivolgendosi ai pasdaran, Trump ha lanciato un appello: "Deponete le armi, avrete l'amnistia".

Osservazioni sul campo e posizionamento della leadership iraniana

Israele e Usa bombardano l'Iran. Trump: L'ora della libertà è vicina. Teheran: La risposta sarà schiacciante

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Nel cielo di Teheran sono state osservate colonne di fumo nero. Uno degli obiettivi presunti dell'attacco sarebbe una struttura appartenente alla presidenza iraniana. In merito alla situazione, il governo iraniano ha comunicato a Reuters che la Guida Suprema Ali Khamenei non si troverebbe a Teheran, ma sarebbe al sicuro in una località segreta. Le informazioni disponibili non forniscono dettagli specifici sugli altri obiettivi colpiti, né sulla natura esatta delle minacce che hanno portato all'azione congiunta. La portata dell'operazione e le sue conseguenze immediate rimangono in fase di valutazione. La dichiarazione di Trump suggerisce un'intenzione di neutralizzare le capacità missilistiche iraniane e di impedire lo sviluppo di armi nucleari da parte del regime. L'offerta di amnistia ai pasdaran indica un tentativo di destabilizzare ulteriormente la struttura di potere iraniana. La presenza di fumo nero nel cielo di Teheran è un segnale visivo dell'impatto dell'attacco. La notizia della presunta assenza di Ali Khamenei dalla capitale solleva interrogativi sulla sua sicurezza e sulla capacità di comando del regime in un momento di crisi. La situazione è in rapida evoluzione e ulteriori sviluppi sono attesi nelle prossime ore e giorni. La natura "preventiva" dell'attacco, come dichiarata da Israele, implica una percezione di minaccia imminente che ha giustificato l'azione militare. La partecipazione degli Stati Uniti sottolinea la gravità della situazione e l'impegno congiunto nella gestione delle tensioni regionali. La dichiarazione di Trump, con il suo tono deciso e le promesse di azioni future, mira a inviare un messaggio chiaro al regime iraniano e ai suoi alleati. La menzione di possibili vittime da parte del presidente americano riconosce la natura intrinsecamente rischiosa di tali operazioni militari. L'appello all'amnistia per i pasdaran potrebbe essere interpretato come un tentativo di incoraggiare defezioni e indebolire la lealtà verso il regime. Le colonne di fumo nero sono una prova tangibile dell'impatto fisico dell'attacco. L'ubicazione segreta della Guida Suprema, se confermata, suggerisce una preparazione del regime a scenari di conflitto e una volontà di proteggere la sua leadership. La mancanza di informazioni dettagliate sugli obiettivi specifici rende difficile una valutazione completa dell'efficacia dell'operazione. La dinamica degli eventi suggerisce una escalation significativa nelle tensioni tra Iran e le potenze occidentali e i suoi alleati regionali.

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