Analisi della Contestazione Regionale
Il Partito Democratico della Liguria ha espresso una forte opposizione alla riforma nazionale dei porti, ponendo in particolare l'accento sulla necessità per la giunta Bucci di manifestare formalmente la contrarietà della Regione alla legge che istituisce la società pubblica Porti d’Italia. La riforma, approvata in Consiglio dei Ministri, mira ad accentrare la governance e la gestione delle risorse attraverso questa nuova entità. Il testo non è ancora stato discusso in Parlamento.
Critiche alla Riforma e Proposte del PD
La posizione del Partito Democratico si fonda su una serie di critiche alla riforma, descritta come "centralista". I principali punti contestati riguardano l'aumento della burocrazia, lo spostamento dei centri decisionali, il potenziale indebolimento della pianificazione portuale e la riduzione del ruolo delle Autorità di sistema portuale (ASP). Secondo il PD, queste ASP verrebbero ridotte a meri enti dedicati alla "ordinaria amministrazione", privandole di responsabilità strategiche. Per esprimere la propria opposizione, il consigliere regionale e segretario ligure Davide Natale, primo firmatario del documento, ha proposto un ordine del giorno.
Generico febbraio 2026
Questo ordine del giorno sarà presentato in aula tra due settimane.
IVG.it
Impatto Finanziario e Modello di Gestione
La contestazione del PD si concentra anche sull'impatto finanziario della riforma. Secondo le argomentazioni espresse da Natale, le risorse derivanti dalle tasse sugli ancoraggi e sul trasbordo delle merci, anziché essere destinate alla Liguria, verrebbero centralizzate al centro. La società Porti d’Italia, in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e il Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef), avrebbe il compito di definire gli investimenti attraverso un "accordo di programma". Il PD considera questo modello come "veramente borbonico" per la gestione del territorio nazionale, criticando l'enfasi sull'autonomia differenziata rispetto a una reale implementazione.
