Un sostegno finanziario cruciale
Il Parlamento europeo ha approvato martedì 10 febbraio 2026, con 498 voti favorevoli e 72 contrari, il quarto pacchetto di aiuti finanziari all’Ucraina, del valore di 50 miliardi di euro. L’erogazione, prevista nell’ambito del Meccanismo Ucraina, sosterrà la ricostruzione delle infrastrutture critiche, il bilancio statale e gli sforzi militari di Kiev nel contesto del conflitto con la Russia. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha definito il voto “un segnale chiaro di solidarietà e determinazione”, sottolineando come i fondi garantiranno “stabilità economica e resilienza democratica”. Il prestito, da distribuire tra il 2026 e il 2028, include condizionalità rigorose sulla lotta alla corruzione e sul rispetto dello Stato di diritto. Kiev dovrà presentare rapporti trimestrali sull’utilizzo delle risorse, con verifiche indipendenti coordinate dalla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo. Il commissario agli Affari economici, Paolo Gentiloni, ha assicurato che “l’Ue monitorerà ogni euro speso, ma non lascerà sola l’Ucraina in questa battaglia esistenziale”.
Consenso trasversale e simbolismo politico
L’approvazione è stata accompagnata da un lungo applauso bipartisan nell’emiciclo di Strasburgo, rarità in un’Aula spesso divisa. Il presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha parlato di “un momento storico per l’unità europea”, mentre il capo del gruppo PPE, Manfred Weber, ha ricordato che “il futuro della sicurezza continentale si gioca oggi a Kiev”. Anche i gruppi liberali e socialdemocratici hanno espresso sostegno unanime, con sole critiche marginali dai Verdi sulla necessità di maggiori fondi per la transizione ecologica ucraina. Le uniche opposizioni nette sono arrivate da formazioni euroscettiche e filorusse, tra cui il gruppo Sovranità Europea, che ha definito il prestito “un regalo ai oligarchi ucraini”. Replicando, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha evidenziato come “l’alternativa a questo piano sarebbe il caos, con conseguenze imprevedibili per i confini Ue”. L’applauso finale, durato oltre un minuto, ha simbolicamente unito deputati di Paesi storicamente divisi sulla questione ucraina, come Ungheria e Polonia.
Prospettive e impatti geopolitici
L’erogazione accelerata del prestito – la prima tranche è attesa per marzo 2026 – mira a controbilanciare le incertezze legate ai finanziamenti statunitensi, ancora bloccati al Congresso. Analisti del think tank Bruegel sottolineano che “senza questo intervento, l’Ucraina avrebbe rischiato il default già a luglio”. Mosca ha reagito definendo il voto “un atto ostile”, minacciando ritorsioni energetiche, mentre Kiev ha ringraziato l’Ue con un messaggio video del presidente Volodymyr Zelensky: “L’Europa scrive oggi la propria storia con coraggio”. Il piano include anche 50 milioni per la protezione informatica delle istituzioni ucraine, settore chiave dopo gli attacchi hacker russi del 2025. Secondo Andrea Monti, direttore di Tinexta Cyber, “questa misura rafforza la difesa ibrida Ue-Ucraina, creando un modello replicabile per altri partner vulnerabili”. Con il via libera parlamentare, la palla passa ora agli Stati membri per la ratifica formale, attesa entro fine mese. Comunicato Parlamento Europeo Bruegel Analysis Intervista ad Andrea Monti, Tinexta Cyber
