Investimenti strategici e debito comune
Emmanuel Macron rilancia con forza la necessità di una "dottrina economica europea" per un'Unione matura e capace di affrontare le sfide globali. A pochi mesi dalla fine del suo secondo mandato presidenziale, il leader francese, in un'intervista a diversi quotidiani europei tra cui Il Sole 24 Ore, ha delineato una visione chiara: investimenti comuni in settori strategici come la difesa e le tecnologie critiche, sostenuti da un meccanismo di debito comune. Questa proposta non è inedita, ma assume una nuova urgenza nel contesto attuale, caratterizzato da una crescente assertività della Cina e da un'incertezza nelle relazioni transatlantiche. Macron sottolinea come, dall'elaborazione dei rapporti di Draghi e Letta, il surplus commerciale cinese sia aumentato significativamente, evidenziando la necessità per l'Europa di rafforzare la propria autonomia economica e industriale.
Autonomia strategica e competitività
La proposta di Macron mira a dotare l'Europa di una capacità di investimento su larga scala, essenziale per competere su scala globale e garantire la propria sovranità. L'accento è posto sulla difesa, un settore in cui l'Europa deve aumentare la propria spesa e coordinare gli sforzi per rispondere alle minacce emergenti, e sulle tecnologie critiche, fondamentali per l'innovazione e la crescita futura. L'idea di un debito comune, seppur delicata, viene presentata come uno strumento necessario per finanziare questi investimenti in modo efficace e rapido, evitando la frammentazione degli sforzi nazionali. L'obiettivo è chiaro: trasformare l'Unione Europea da un attore dipendente a una potenza economica e strategica autonoma, capace di definire la propria agenda e di proteggere i propri interessi in un mondo sempre più complesso e competitivo.
