Il Ritrovamento Drammatico
I carabinieri di Sassari hanno posto fine a un incubo durato dieci giorni, irrompendo in un appartamento del centro cittadino dove una 23enne era tenuta prigioniera dall'ex compagno, un 35enne già noto per precedenti violenze domestiche. La giovane, rinvenuta in stato di shock con estesi ematomi e segni di sevizie, è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Santissima Annunziata. Le condizioni fisiche e psicologiche, secondo i medici, richiedono un lungo percorso di riabilitazione, attualmente seguito da un centro antiviolenza specializzato. L’intervento è scattato dopo la segnalazione di un vicino, allarmato da urla prolungate e rumori insoliti. L’aggressore, sorpreso in casa, ha opposto resistenza alle forze dell’ordine prima di essere ammanettato. Gli investigatori hanno sequestrato dosi elevate di psicofarmaci, strumenti utilizzati per immobilizzare la vittima, e un diario in cui la donna aveva annotato sommariamente gli abusi. L’abitazione presentava evidenti tracce di violenza: sangue su pareti e mobili, corde e oggetti contundenti.
Le Violenze Sistematiche
Dalle dichiarazioni raccolte dagli inquirenti emerge un quadro di sadismo metodico. La vittima era costretta ad assumere farmaci sedativi per ridurne la capacità di reazione, subendo poi ripetute aggressioni sessuali e percosse quotidiane. Il cibo le veniva fornito solo dopo essere stato deliberatamente gettato a terra e calpestato, pratica finalizzata a umiliarla ulteriormente. Le minacce includevano l’uso di acido per sfigurarla o la somministrazione forzata di candeggina, dettagli che hanno spinto la procura a contestare il reato di tortura. Le indagini rivelano che il 35enne aveva pianificato il sequestro dopo la decisione della donna di interrompere la relazione, approfittando della sua temporanea disoccupazione per isolarla. Nei giorni precedenti al ritrovamento, aveva anche inviato messaggi intimidatori alla famiglia della vittima, simulando la sua presenza in altre regioni per depistare le ricerche.
Le Accuse e il Percorso di Giustizia
L’uomo è incarcerato a Bancali con le accuse di sequestro di persona, tortura, lesioni gravi, maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale. La procura di Sassari sta valutando l’aggravante di violenza di genere e la possibilità di ergastolo, dati i precedenti penali dell’imputato per stalking. Intanto, la comunità locale ha organizzato una fiaccolata di solidarietà in piazza d’Italia, mentre il sindaco ha annunciato potenziamenti ai servizi di protezione delle vittime vulnerabili. La donna, il cui nome rimane protetto, riceverà supporto legale gratuito dall’associazione Sardegna Donna. Secondo gli esperti, il caso sottolinea l’importanza di meccanismi di allerta più efficaci: la vittima aveva infatti sporto denuncia contro l’uomo un anno fa, senza che venissero applicate misure cautelari stringenti. La Nuova Sardegna, ANSA Sardegna, Sardegna Donna
