Lo ZX Spectrum di Sinclair: quando l'informatica diventò popolare

Pubblicato: 08/02/2026, 07:02:502 min
Scritto da
Maria Gloria Domenica
Categoria: Lifestyle
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Lo ZX Spectrum di Sinclair: quando l'informatica diventò popolare

La visione di un pioniere

Sir Clive Sinclair, nato nel 1940 a Richmond upon Thames e scomparso nel 2021, incarnò la figura dell’inventore anticonvenzionale. Cresciuto in una famiglia segnata dalle difficoltà economiche del dopoguerra britannico, sviluppò precocemente una mente analitica, entrando persino nel MENSA. La sua ossessione? Rendere la tecnologia accessibile a tutti, non solo a élite o aziende. Negli anni ’70, dopo aver fondato Sinclair Radionics, lanciò prodotti innovativi come calcolatrici tascabili e TV portatili, ma fu con i computer che rivoluzionò il mercato. Mentre rivali come Commodore puntavano su macchine più costose (il VIC-20 a 300 dollari nel 1980), Sinclair scommise sull’essenzialità: il suo ZX80 (1980) costava appena 99,95 sterline in kit, diventando il primo computer sotto le 100 sterline in UK.

Nascita e successo dello Spectrum

Nel 1982, Sinclair Research presentò lo ZX Spectrum, evoluzione degli ZX80 e ZX81. Con un design compatto, tastiera in gomma e due versioni (16 KB e 48 KB di RAM a 125 e 175 sterline), era una rivoluzione democratica. Il processore Z80 a 3,5 MHz, l’output a colori (da cui il nome "Spectrum") e la semplicità di programmazione in BASIC lo resero un fenomeno. A differenza del Commodore 64 (1982), più potente ma costoso, lo Spectrum puntava sull’accessibilità: si collegava a qualsiasi TV e permetteva di creare software con manuali inclusi. Vendette oltre 5 milioni di unità, dominando il mercato europeo, specialmente in Regno Unito, Spagna e Italia. I giovani lo adottarono come piattaforma per gaming e apprendimento: il 30% degli utenti lo usava per programmare, il resto per giocare.

Eredità culturale e tecnologica

Lo Spectrum non fu solo un prodotto, ma un simbolo. La sua libreria di giochi – da Manic Miner a Jet Set Willy – definì un’estetica low-fi e una creatività senza pari, trainata da sviluppatori indipendenti. La scena demoscene britannica nacque proprio tra i suoi circuiti, mentre scuole e biblioteche lo adottavano come strumento didattico. Il declino arrivò a metà anni ’80, con l’ascesa di PC IBM e console come il Nintendo NES, ma il suo DNA sopravvisse nell’industria tech: molti pionieri del software moderno, tra cui il cofondatore di Rockstar Games, iniziarono con lo Spectrum. Oggi, emulatori e comunità online ne custodiscono la memoria, mentre musei come il Centre for Computing History di Cambridge lo celebrano come pietra miliare. Science Museum Group BBC News The Guardian

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