Polizia di Torino diffonde foto alterata con IA, scoppia caso e teorie complottiste

Pubblicato: 06/02/2026, 15:54:372 min
Scritto da
Redazione
Categoria: News
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Polizia di Torino diffonde foto alterata con IA, scoppia caso e teorie complottiste

La genesi della polemica

Sabato 31 gennaio, Torino è stata teatro di violenti scontri al termine di una manifestazione pacifica in sostegno del centro sociale Askatasuna, sgomberato dopo 30 anni di attività. Mentre migliaia di partecipanti concludevano il corteo, un gruppo di manifestanti a volto coperto ha lanciato petardi, bombe carta e fumogeni contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con lacrimogeni e idranti. Il bilancio ha registrato un centinaio di agenti feriti e decine di arresti. A innescare la controversia è stata la pubblicazione, da parte della Questura di Torino, di una foto degli scontri su Facebook. L’immagine, però, è risultata alterata tramite intelligenza artificiale: un agente visibile nell’originale è stato rimosso digitalmente. La modifica, inizialmente non dichiarata, è stata scoperta da utenti social che hanno confrontato le versioni, alimentando accuse di manipolazione e opacità istituzionale.

Il ruolo dell'intelligenza artificiale

L’alterazione, come confermato dalla Polizia in un successivo comunicato, è avvenuta tramite uno strumento di generative AI per "migliorare la qualità visiva" dell’immagine. Tuttavia, l’eliminazione dell’agente – interpretata come un tentativo di nascondere dettagli operativi – ha sollevato interrogativi sull’uso non trasparente di tecnologie emergenti nelle comunicazioni ufficiali. La scoperta ha dato vita a una teoria del complotto online: alcuni utenti hanno ipotizzato che la modifica celasse presunte violenze della polizia o la presenza di agenti in borghese tra i manifestanti. Altre voci hanno speculato su un depistaggio mediatico, nonostante non emergessero prove a sostegno. La mancata chiarezza iniziale delle autorità ha amplificato la sfiducia, trasformando un errore tecnico in un caso nazionale.

Reazioni istituzionali e sviluppi

Dinanzi alle polemiche, la Polizia di Stato ha ammesso l’errore, scusandosi per la "mancata segnalazione della modifica" e aprendo un’indagine interna. Il Questore Raffaele Grassi ha precisato che l’intento non era manipolare la realtà, ma ottimizzare la foto per i social media. Nel frattempo, il Garante della Privacy ha avviato un accertamento sulla legittimità del trattamento dell’immagine. L’episodio riaccende il dibattito sull’uso dell’IA nella Pubblica Amministrazione, soprattutto in contesti sensibili. Come sottolineato da esperti di diritto digitale, la mancanza di linee guida chiare rischia di minare la credibilità delle istituzioni. Intanto, le indagini sugli scontri proseguono, mentre le teorie complottiste continuano a circolare online, dimostrando quanto un singolo errore comunicativo possa avere effetti imprevedibili. Repubblica Torino, ANSA, Polizia di Stato

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