Alberto Ravagnani lascia il sacerdozio: «La tonaca limitava la mia libertà»

Pubblicato: 06/02/2026, 15:22:202 min
Scritto da
Maria Gloria Domenica
Categoria: Spettacolo
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Alberto Ravagnani lascia il sacerdozio: «La tonaca limitava la mia libertà»

Una scelta radicale annunciata sui social

Alberto Ravagnani, 31 anni, ex parroco di San Gottardo a Milano e volto noto come "prete-influencer", ha ufficializzato l'abbandono del ministero sacerdotale attraverso un reel su Instagram. La decisione, definita «sofferta ma inevitabile, conclude un percorso di crisi interiore durato anni. «Il ruolo mi stava stretto – ha dichiarato a Vanity Fair –. Metteva a repentaglio la mia libertà: avevo bisogno di ritrovare tutta la mia umanità. Con oltre 100.000 follower, Ravagnani aveva costruito un'immagine pubblica innovativa, mescolando catechismo e contenuti pop. Proprio questa visibilità ha amplificato lo shock per il suo addio, descritto da alcuni fedeli come «un fulmine a ciel sereno.

Le fragilità nascoste nel clero contemporaneo

Nelle dichiarazioni rilasciate in vista dell'uscita del libro La scelta (SEM Editore, 10 febbraio), Ravagnani solleva questioni scottanti sul malessere psicologico dei sacerdoti: «Dentro molti di loro si nascondono disagi psichici, fragilità, vizi, contraddizioni. Un'affermazione che riflette dati allarmanti: secondo il Centro Internazionale di Ricerca sullo Stress del Clero, il 35% dei religiosi italiani manifesta sintomi di burnout. L'ex prete milanese critica l'idealizzazione della figura clericale: «Il sistema ecclesiastico spesso costringe a reprimere le imperfezioni, creando identità spezzate. Un tema già emerso nel Sinodo sulla sinodalità, dove diversi vescovi hanno denunciato la solitudine dei presbiteri.

Libro e futuro: tra polemiche e nuovi orizzonti

L'annuncio coincide strategicamente con la pubblicazione del memoir, anticipato in esclusiva da Vanity Fair, dove Ravagnani approfondisce il conflitto tra vocazione e autenticità. La diocesi di Milano ha reagito con un laconico comunicato, ribadendo il «rispetto per le scelte personali. Ma sui social infuriano le polemiche: c'è chi accusa l'ex sacerdote di aver strumentalizzato la fede per notorietà. Intanto, Ravagnani – che preferisce non essere più chiamato "don" – pianifica progetti educativi laici: «Servono spazi dove essere semplicemente umani, senza etichette. Vanity Fair Avvenire Corriere della Sera

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