Blocco totale dei sistemi informatici
Da lunedì 1° febbraio, la Sapienza Università di Roma è precipitata nel caos digitale. Un attacco hacker ha reso inaccessibili il sito istituzionale e la piattaforma Infostud, utilizzata da 120mila studenti per prenotare esami, consultare voti e gestire carriere. L’Ateneo, il più grande d’Europa, è stato costretto a sospendere tutte le attività online, tornando a metodi pre-digitali: avvisi cartacei, comunicazioni via passaparola e dipendenti in corsa tra un edificio e l’altro per consegnare documenti. La totale digitalizzazione dei servizi, punto di forza della Sapienza, si è rivelata un’arma a doppio taglio. Senza backup cartacei delle procedure amministrative, l’emergenza ha esposto la fragilità di un sistema ormai dipendente dalla tecnologia. "Impossibile raggiungere il sito", recita ancora oggi il messaggio agli utenti, mentre i tecnici lavorano senza sosta per ripristinare i server. "È un attacco di grandi dimensioni", ha ammesso un esperto coinvolto nelle operazioni, "ma non è ancora chiaro quando torneremo alla normalità".
Emergenza didattica e soluzioni di fortuna
Con Infostud offline, studenti e docenti sono stati travolti dall’incertezza. Le sessioni d’esame, previste per febbraio, rischiano slittamenti, mentre le segreterie tentano di gestire le richieste manualmente. Alcuni dipartimenti hanno attivato canali social e gruppi WhatsApp per aggiornare gli iscritti, ma la mole di lavoro è insostenibile. "Ci stiamo organizzando con turni straordinari", spiega un membro dello staff amministrativo, "ma senza sistemi centralizzati, ogni operazione richiede il triplo del tempo". L’università ha garantito che nessun dato personale è stato rubato, ma il blocco prolungato solleva interrogativi sulla sicurezza informatica degli enti pubblici. Intanto, il rettore Antonella Polimeni ha assicurato "massima priorità alla risoluzione del problema", coinvolgendo anche il CERT-AgID (Computer Emergency Response Team nazionale). Tuttavia, non esiste una tempistica certa per il ripristino completo.
Indagini in corso e ipotesi russe
Fonti investigative accreditate al Corriere della Sansa ipotizzano il coinvolgimento di hacker russi, sebbene nessun gruppo abbia rivendicato l’attacco. L’ipotesi si basa su tecniche di intrusione simili a quelle usate in precedenti cyberattacchi attribuiti a Mosca, spesso legati a tensioni geopolitiche. La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per violazione informatica, coordinata dalla Polizia Postale, ma al momento non ci sono conferme ufficiali sull’origine. Alcuni esperti di cybersecurity, come quelli citati da Repubblica, sottolineano che università e enti pubblici italiani rimangono bersagli frequenti per la carenza di investimenti in protezioni avanzate. "Questo caso dimostra che la formazione non può permettersi di trascurare la sicurezza digitale", ha commentato Stefano Mele, avvocato esperto in cyber law. Intanto, la comunità della Sapienza spera di uscire presto dal medioevo informatico. Repubblica Corriere della Sera ANSA
