Milano-Cortina 2026: la società civile vigila su costi e appalti olimpici

Pubblicato: 05/02/2026, 19:41:583 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Cronaca
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Milano-Cortina 2026: la società civile vigila su costi e appalti olimpici

A poco più di un anno dall’inizio dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano-Cortina 2026, l’attenzione pubblica si concentra sui costi e la trasparenza degli appalti. Dal 2019, la gestione dell’evento ha assunto tratti sempre più centralizzati, con deroghe al Codice dei contratti, nomine commissariali opache e un dialogo pubblico ridotto. In questo contesto, la campagna Open Olympics 2026 – coordinata da Libera e sostenuta da oltre 40 realtà civiche – rappresenta un presidio di trasparenza unico in Europa, riconosciuto da media internazionali come il Guardian.

Dalle criticità alla mobilitazione collettiva

“Le origini della campagna risalgono all’autunno 2023, quando associazioni e movimenti si sono riuniti in un clima di sfiducia”, spiega Leonardo Ferrante, portavoce di Open Olympics 2026 e dirigente di Libera. L’iniziativa è nata come risposta alla gestione emergenziale degli appalti, con 14 decreti legge che hanno sospeso le norme anticorruzione tra il 2020 e il 2023. Un esempio emblematico è il Villaggio Olimpico di Milano: l’affidamento diretto a Arexpo senza gara pubblica, giustificato da “urgenti esigenze infrastrutturali”, ha sollevato perplessità sulla reale competitività dei processi. La campagna ha mappato 180 appalti (su 300 previsti) per un valore di 2,5 miliardi, evidenziando come solo il 43% sia stato pubblicato sul portale governativo.

Strumenti civici per il controllo diffuso

Open Olympics 2026 combina azioni legali, data journalism e pressione istituzionale. Grazie a 15 accessi civici e due ricorsi al TAR Lombardia, sono stati ottenuti documenti chiave come i contratti della Fondazione Cortina 2021. I dati raccolti confluiscono in un dashboard open-source aggiornato mensilmente, che incrocia informazioni da Gazzetta Ufficiale, ANAC e fonti locali. “Senza questo lavoro, oggi non avremmo neppure i dati rudimentali sugli appalti”, sottolinea Ferrante. La piattaforma ha permesso di identificare criticità come il raddoppio dei costi per la pista di bob di Cortina (da 50 a 106 milioni) e l’assenza di monitoraggio indipendente sugli impatti ambientali.

Ostacoli e prospettive per la trasparenza

Nonostante i risultati, permangono limiti strutturali. Il 40% degli appalti analizzati manca di dettagli sui subfornitori, mentre il Comitato Organizzatore (Fondazione Milano Cortina 2026) non pubblica bilanci trimestrali. “Le istituzioni continuano a vedere il controllo civico come un fastidio, non come una risorsa”, denuncia Ferrante. La campagna chiede ora l’istituzione di un osservatorio parlamentare permanente e l’applicazione integrale del FOIA (Freedom of Information Act) per gli enti coinvolti. Con l’avvicinarsi dei Giochi, la sfida è trasformare questo monitoraggio in un modello replicabile per eventi globali futuri. Libera The Guardian Fondazione Milano Cortina 2026

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