Il nuovo richiamo e i dettagli del prodotto
Nestlé ha annunciato un ulteriore richiamo precauzionale del latte in polvere Nidina Optipro 1, specificando il lotto 53410346AG con termine minimo di conservazione (TMC) al 31 dicembre 2027. Il prodotto, venduto in confezioni da 800 grammi e fabbricato nello stabilimento olandese Nestlé Netherland BV a Nunspeet, è stato ritirato dal mercato per la potenziale presenza di cereulide, una tossina prodotta dal batterio Bacillus cereus. La decisione, già segnalata dal Ministero della Salute italiano e dalla catena di supermercati Tigros, segue analisi su un ingrediente fornito da un’azienda terza, i cui risultati hanno evidenziato livelli di tossina superiori ai nuovi parametri stabiliti dall’EFSA. Nestlé sottolinea che il provvedimento è preventivo e allineato alle ultime valutazioni dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, che ha rivisto i limiti di cereulide accettabili nei latti artificiali per neonati. I consumatori che possiedono confezioni del lotto interessato sono invitati a non utilizzarle e a contattare il servizio clienti per il rimborso o la sostituzione.
La tossina cereulide e i rischi per la salute
La cereulide, termostabile e resistente alla digestione, può causare sintomi gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea, particolarmente pericolosi nei neonati e nei soggetti immunocompromessi. Sebbene Nestlé ribadisca che non sono stati segnalati casi clinici correlati al lotto richiamato, la tossina è oggetto di crescente attenzione da parte delle autorità sanitarie. L’EFSA, in un parere pubblicato a fine 2023, ha stabilito soglie più stringenti per la cereulide nei prodotti destinati all’infanzia, classificandola come “preoccupazione prioritaria” per la salute pubblica. Il Bacillus cereus, batterio ubiquitario nel suolo e nelle colture agricole, può contaminare gli ingredienti durante le fasi di produzione o stoccaggio. Nestlé ha avviato audit approfonditi sui fornitori e implementato controlli aggiuntivi, ma l’episodio evidenzia le criticità nelle filiere globali dei sostituti del latte materno, dove anche minime deviazioni dai protocolli possono innescare allerta.
Cronologia dei richiami e reazioni istituzionali
Quello del Nidina Optipro 1 è il secondo richiamo Nestlé legato alla cereulide in meno di tre mesi. A gennaio, l’azienda aveva ritirato volontariamente oltre dieci lotti di latte in polvere, inclusi i marchi Nan Supremepro, Prenan Post e Alfamino, destinati a neonati con allergie alimentari. La ripetizione dell’allerta solleva interrogativi sui tempi di adeguamento ai nuovi standard EFSA e sull’efficacia dei sistemi di tracciabilità. Il Ministero della Salute italiano ha diffuso una nota ufficiale, esortando i genitori a verificare i lotti acquistati e a segnalare eventuali sintomi sospetti ai pediatri. Parallelamente, l’Istituto Superiore di Sanità sta monitorando i dati epidemiologici per valutare l’impatto reale della contaminazione. Associazioni dei consumatori, tra cui Altroconsumo, chiedono maggiore trasparenza sulle indagini e tempestività nelle comunicazioni, soprattutto per prodotti ad alto rischio come quelli per l’infanzia. Ministero della Salute, EFSA, Nestlé Italia
