Un quindicenne è stato fermato dalle autorità dopo aver sparato pellet di plastica a un insegnante e tre compagni nella palestra della scuola numero 16 di Ufa, capitale della repubblica russa. L'episodio, avvenuto martedì durante l'orario delle lezioni, ha provocato panico ma nessun ferito grazie alla natura non letale delle armi utilizzate: una pistola airsoft e un petardo.
Dinamica dell'incidente
Secondo la polizia regionale, il giovane, studente di nona classe, ha aperto il fuoco in aula colpendo deliberatamente la docente e tre alunni. Il retroscena emerso dall'interrogatorio – diffuso dal Ministero degli Interni locale – rivela tensioni pregresse con il corpo docente: "Non volevo fare del male, solo spaventarli", ha dichiarato il ragazzo, riferendo "litigi" con insegnanti e il vicepreside. Le immagini trasmesse dai media statali mostrano agenti in tenuta antisommossa condurre via l'adolescente mentre i genitori degli alunni venivano rassicurati sulle condizioni fisiche di tutti i presenti.
Reazioni istituzionali
Radiy Khabirov, capo della Repubblica del Bashkortostan, ha minimizzato i rischi per l'incolumità pubblica ma annunciato sanzioni esemplari: "Se l'indagine confermerà negligenze, gli amministratori scolastici verranno epurati". Il Comitato Investigativo Russo ha avviato un procedimento penale per "atti negligenti", senza specificare gli indagati. Fonti vicine all'inchiesta suggeriscono che il ragazzo abbia agito per vendetta dopo presunti soprusi subiti, ipotesi non ancora verificata.
Indagini in corso
Oltre alla confisca delle armi giocattolo – acquistate legalmente ma vietate negli istituti scolastici – gli inquirenti stanno ricostruendo la sequenza degli eventi e eventuali responsabilità del personale. L'episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza nelle scuole russe, ancora scosse dalla strade di Kazan del 2021. Khabirov ha promesso "controlli a tappeto" sui dispositivi di sorveglianza, mentre esperti legali interpellati da TASS sottolineano rischi di condanne fino a 5 anni per il minore, nonostante la natura dimostrativa del gesto. Ministero degli Interni Russo, Comitato Investigativo Russo, Agenzia di stampa TASS
