Sistemi bloccati e disagi operativi
Nella mattinata del 2 febbraio 2026, l’Università La Sapienza di Roma ha subito un grave attacco informatico di tipo ransomware, che ha reso inaccessibili il sito istituzionale e i sistemi informatici interni. L’ateneo, il più grande d’Europa con oltre 100.000 studenti, ha visto interrompersi numerosi servizi essenziali: dalla piattaforma per le matricole alla gestione degli esami, passando per le email istituzionali e i database della ricerca. L’amministrazione ha confermato lo spegnimento preventivo di alcuni server per limitare i danni, ma non è ancora chiaro l’impatto sui dati sensibili. Fonti interne segnalano che gli hacker hanno crittografato parti della rete, chiedendo un riscatto per sbloccarne l’accesso. Il blocco ha creato caos tra studenti e docenti, costretti a sospendere attività didattiche e amministrative. "Senza l’accesso alle piattaforme, non possiamo né caricare materiali né comunicare con i dipartimenti", ha denunciato un professore di Ingegneria sotto anonimato.
Indagini in corso e possibili rischi
L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) è intervenuta in supporto dei tecnici dell’università per analizzare l’entità dell’attacco e identificare i responsabili. Secondo i primi accertamenti, il ransomware avrebbe sfruttato una vulnerabilità nei sistemi di autenticazione, diffondendosi rapidamente nella rete. Non è escluso che i criminali abbiano estratto dati personali o accademici, sollevando preoccupazioni sulla privacy della comunità universitaria. "Stiamo lavorando per isolare i sistemi compromessi e ripristinare i backup non infetti", ha precisato un portavoce dell’ACN, sottolineando che l’operazione richiederà ore, se non giorni. Intanto, l’ateneo ha attivato canali alternativi su social media e newsletter per aggiornare studenti e personale, invitando tutti a modificare le password e monitorare account personali.
Reazioni istituzionali e tempistiche di ripristino
Il rettore Antonella Polimeni ha definito l’attacco "un atto gravissimo contro un’istituzione pubblica", assicurando piena collaborazione con le autorità. La Procura di Roma ha avviato un’informativa per valutare profili di illecito penale. Intanto, il Ministero dell’Università ha offerto supporto tecnico e legale, ricordando come nel 2026 gli attacchi ransomware al settore educativo siano aumentati del 40% in Europa. Nonostante gli sforzi, al momento non esiste una tempistica certa per la normalizzazione dei servizi. Alcuni laboratori hanno ripreso attività in modalità offline, ma senza connessione ai database centrali. "La priorità è evitare danni permanenti alla didattica e alla ricerca", ha aggiunto Polimeni, mentre gli studenti temono ritardi nella sessione d’esami. Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, Università La Sapienza, ANSA
