Torino: la guerriglia di Askatasuna sfida lo Stato

Pubblicato: 02/02/2026, 09:08:353 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Cronaca
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Torino: la guerriglia di Askatasuna sfida lo Stato

Il bilancio degli scontri

Oltre cento appartenenti alle forze dell’ordine hanno riportato ferite durante gli scontri di sabato a Torino, scoppiati a margine della manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Il conteggio definitivo parla di 96 agenti della Polizia di Stato, sette militari della Guardia di Finanza e cinque carabinieri contusi, alcuni con prognosi superiori ai 30 giorni. La Procura ha avviato indagini per concorso in lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale, con tre arresti già eseguiti. Tra questi spicca il fermo di un 22enne della provincia di Grosseto, accusato dell’aggressione al poliziotto Alessandro Calista, bloccato in flagranza differita grazie alle riprese dei reparti antisommossa. Gli episodi di violenza hanno coinvolto lancio di bottiglie molotov, pietre e estintori contro le forze dell’ordine, con danni a veicoli e strutture pubbliche. Il corteo, partito come presidio "difensivo" per Askatasuna, si è trasformato in una vera battaglia urbana, costringendo alla chiusura di aree centrali della città per ore.

La strategia della violenza organizzata

Quella di sabato non è stata una protesta degenerata, ma l’esito coerente di un modello operativo coltivato da anni. Askatasuna, occupazione illegale attiva dal 1996, ha sempre fatto della guerriglia urbana un tratto identitario, come confermano decine di precedenti giudiziari e rapporti di intelligence. La manifestazione è stata pianificata come un’azione dimostrativa di forza: i militanti hanno utilizzato tecniche paramilitari, con gruppi organizzati in "reparti" dedicati al sabotaggio e alla logistica degli scontri. Fonti investigative sottolineano come l’obiettivo non fosse solo opporsi allo sgombero, ma colpire simbolicamente le istituzioni. "Non ci troviamo di fronte a manifestanti deviati, ma a cellule strutturate", ha dichiarato un alto funzionario di polizia. La narrazione di Askatasuna stessa – che sui social ha definito gli scontri "resistenza legittima" – conferma questa lettura, trasformando l’illegalità in una bandiera politica.

Le accuse di terrorismo urbano

La Procura di Torino valuta l’ipotesi di contestare il reato di atti terroristici, oltre alle accuse già formulate. Il termine "terrorismo politico" è circolato nelle dichiarazioni del prefetto Claudio Palomba e del ministro dell’Interno, che ha parlato di "attacco premeditato allo Stato". Elementi come la pianificazione meticolosa, l’uso di armi improvvisate e la volontà di destabilizzare l’ordine pubblico potrebbero giustificare l’aggravante. Intanto, la questura ha identificato altri 20 partecipanti agli scontri attraverso l’analisi di video e foto. Le perquisizioni nei centri sociali affiliati ad Askatasuna hanno portato al sequestro di materiale pirotecnico e documentazione interna, utile a ricostruire la catena di comando. La risposta istituzionale sembra orientata a un giro di vite: si discute lo scioglimento del centro sociale e l’inasprimento delle pene per i reati durante le manifestazioni. Repubblica: Cronaca degli scontri La Stampa: Dettagli investigativi Ministero dell'Interno: Dichiarazioni ufficiali

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