Scontri in via Cigna
Una giornata di caos ha segnato ieri Torino durante il corteo indetto in sostegno di Askatasuna, centro sociale sgomberato con la forza lo scorso 11 giugno. Circa 300 manifestanti, molti con il volto coperto, hanno trasformato via Cigna in un campo di battaglia: piastrelle di marmo divelte dalle facciate dei palazzi, bottiglie, pietre e bombe carta sono state scagliate contro le forze dell’ordine schierate a protezione dell’ex sede. Gli agenti hanno risposto con idranti e cariche, mentre i dimostranti erigevano barricate incendiarie con cassonetti e materiali di cantiere. Il quartiere è rimasto paralizzato per ore, con residenti e commercianti costretti a barricarsi in casa.
Ferimento dell'agente
Il culmine della violenza si è registrato verso le 18:30, quando un poliziotto del reparto mobile è stato colpito alla testa con un martello durante un tentativo di sgombero. Trasportato d’urgenza al CTO, l’uomo – un vicebrigadiere di 34 anni – ha riportato una frattura cranica ed è stato operato in extremi. Le condizioni, ora stabilizzate, restano gravi. La ricostruzione della questura parla di un agguato premeditato: il militare, separato dal gruppo durante gli scontri, sarebbe stato circondato da almeno tre individui che lo hanno disarcionato e colpito alle spalle. Al momento nessun fermo, ma le indagini sulle immagini delle telecamere sono già partite.
Reazioni istituzionali
Il sindaco Stefano Lo Russo ha definito l’episodio «un salto di qualità nella barbarie, annunciando tolleranza zero verso i responsabili. La ministra dell’Interno Matteo Piantedosi ha assicurato «piena solidarietà alle forze dell’ordine, vittime di un attacco vigliacco. Gli organizzatori del corteo, in un comunicato su askatasuna.org, hanno condannato «singoli atti violenti ma ribadito la legittimità della protesta contro uno «sgombro illegittimo. Intanto la procura ha aperto un fascicolo per tentato omicidio, mentre la polizia sta identificando 20 persone grazie ai filmati. La Stampa Repubblica Torino Polizia di Stato
