Israele riapre il valico di Rafah, accesso limitato per i palestinesi

Pubblicato: 01/02/2026, 09:44:423 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Esteri
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Israele riapre il valico di Rafah, accesso limitato per i palestinesi

La riapertura controllata del valico

Israele ha annunciato la riapertura del valico di Rafah, confine cruciale tra Gaza e l’Egitto, dopo mesi di chiusura. L’accesso è consentito esclusivamente ai residenti palestinesi di Gaza, in linea con gli accordi di cessate il fuoco e le direttive politiche israeliane. Come precisato dal COGAT, l’organismo del ministero della Difesa che gestisce gli affari civili palestinesi, l’operazione avviene attraverso una "fase pilota" coordinata con la Missione di assistenza alle frontiere dell’UE, l’Egitto e altri attori. Il valico, unico punto di collegamento di Gaza con il mondo esterno bypassando Israele, era chiuso dalla primavera del 2024, aggravando l’isolamento del territorio. La mossa arriva dopo pressioni internazionali per alleviare la crisi umanitaria, ma le modalità restrittive – come il divieto di transito a non residenti e la limitazione dei flussi – riflettono la cautela di Tel Aviv. Un camion carico di aiuti ha attraversato il valico, simbolicamente, ma senza un piano strutturato per rifornimenti su larga scala. Fonti egiziane sottolineano che il passaggio rimane contingentato e soggetto a revisioni periodiche da parte israeliana.

Le richieste internazionali e le limitazioni

ONU e ONG hanno accolto con cauto ottimismo la riapertura, pur denunciandone l’insufficienza. Da mesi chiedevano accesso illimitato per gli aiuti, dati i danni alla popolazione dopo due anni di conflitto e l’embargo de facto su medicinali, cibo e carburante. Tuttavia, come confermato da un portavoce dell’UNRWA, le restrizioni israeliane impediscono ancora l’ingresso di attrezzature mediche essenziali e personale sanitario internazionale. Israele giustifica i controlli stringenti con esigenze di sicurezza, citando il rischio di infiltrazioni di Hamas. Tuttavia, analisti citati da Al Jazeera evidenziano come la chiusura prolungata abbia trasformato Rafah in un collo di bottiglia politico, con l’Egitto riluttante a gestire flussi senza garanzie israeliane. Intanto, l’Autorità Palestinese (AP) denuncia l’esclusione dai negoziati: 40 suoi funzionari, bloccati in Egitto, attendono ancora il permesso per rientrare a Gaza.

Le implicazioni umanitarie e politiche

Secondo il ministero della Sanità di Gaza, controllato da Hamas, circa 200 pazienti gravi – tra cui bambini e malati cronici – erano in attesa di raggiungere ospedali egiziani domenica. La riapertura parziale offre loro una speranza, ma i tempi di approvazione restano indefiniti. Organizzazioni come Medici Senza Frontiere sottolineano che, senza corridoi stabili, molti rischiano di morire in attesa. Politicamente, la mossa israeliana sembra bilanciare pressioni esterne e consenso interno. Come riportato da Reuters, il governo Netanyahu cerca di attenuare le critiche per la crisi umanitaria senza cedere su sicurezza e sovranità. Tuttavia, la mancanza di un piano a lungo termine per Rafah solleva dubbi sulla sostenibilità dell’accordo, mentre la ricostruzione di Gaza – stimata in miliardi di dollari – rimane un miraggio senza accesso libero a materiali e finanziamenti. UNRWA Al Jazeera Reuters

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