DK vuole abolire il voto agli ungheresi all'estero: accuse di frode

Pubblicato: 01/02/2026, 09:22:332 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Esteri
Condividi:
#ungheresi #voto postale #sistema #fidesz #elettorali #abolire
DK vuole abolire il voto agli ungheresi all'estero: accuse di frode

Il partito ungherese Coalizione Democratica (DK) ha presentato una proposta di legge per abolire il diritto di voto postale dei cittadini ungheresi residenti oltre confine, accusando il sistema attuale di facilitare frodi elettorali su largala scala a vantaggio del partito di governo Fidesz. La bozza, che sarà discussa in Parlamento nonostante le scarse possibilità di approvazione, mira anche a ripristinare un sistema elettorale proporzionale e a riformare i collegi elettorali. La mossa arriva mentre quasi 500.000 ungheresi all'estero si sono registrati per le elezioni parlamentari del 12 aprile.

La denuncia del sistema di voto postale

Secondo DK, il meccanismo di voto postale per gli ungheresi in Paesi come Romania (Transilvania) e Serbia (Voivodina) sarebbe gestito da "squadre legate al Fidesz" che raccolgono le schede "senza buste di sicurezza né controlli". Le accuse includono la distruzione deliberata dei voti destinati all’opposizione, ritrovati "bruciati o in discariche". Al contrario, gli ungheresi che lavorano in Occidente (es. Londra o Monaco) devono recarsi personalmente alle rappresentanze diplomatiche per votare, un processo definito "discriminatorio e sospetto". Il partito guidato da Ferenc Gyurcsány sostiene che questa asimmetria consenta al Fidesz di manipolare fino a 200.000 voti, elemento cruciale in elezioni spesso decise da margini ristretti.

Le controproposte elettorali

Oltre all’abolizione del voto postale transfrontaliero, il disegno di legge di DK prevede misure per semplificare il voto degli emigrati in UE, l’introduzione di un sistema proporzionale a doppio turno e la ridefinizione dei collegi elettorali per garantire parità di peso a ogni voto. Una sezione innovativa regolamenta l’uso dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali nelle campagne, vietando strumenti di manipolazione comportamentale. Tuttavia, queste riforme rimarranno simboliche: il Fidesz, con la sua maggioranza dei due terzi in Parlamento, bloccherà qualsiasi modifica al sistema attuale, che dal 2010 ha favorito la sua rielezione.

Un atto politico senza seguito

La proposta di DK riflette una battaglia più ampia contro le politiche nazionaliste del premier Orbán, che dal 2011 concede la cittadinanza (e il diritto di voto) agli ungheresi oltre confine, strumento criticato come "gerrymandering demografico". Analisti indipendenti, pur riconoscendo criticità nel voto postale, sottolineano che la soluzione non dovrebbe essere la disenfranchisement totale, bensì controlli internazionali. Intanto, l’iniziativa serve a DK per mobilitare il suo elettorato prima delle elezioni, in un contesto dove l’opposizione appare frammentata e in difficoltà nel contrastare il dominante Fidesz. Comunicato stampa DK Analisi Telex

Commenti

Caricamento commenti…