Truffa WhatsApp: allarme per i falsi prestiti da 810 euro

Pubblicato: 30/01/2026, 11:49:332 min
Scritto da
Maria Gloria Domenica
Categoria: Spettacolo
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Truffa WhatsApp: allarme per i falsi prestiti da 810 euro

Il meccanismo dell'inganno

Un'ondata di messaggi fraudolenti sta colpendo gli utenti WhatsApp in Italia, sfruttando relazioni personali per sottrarre denaro. La truffa segue uno schema collaudato: il destinatario riceve un messaggio urgente da un contatto noto (amico, familiare o collega) che chiede un prestito di circa 800-810 euro per un'emergenza. Le motivazioni includono presunti pagamenti a notai, dentisti o spese mediche indilazionabili, con la garanzia di un rimborso "entro sera". Spesso è allegato un IBAN o un link sospetto. La Polizia Postale conferma che i criminali agiscono dopo aver violato gli account delle vittime, impersonandone i legittimi proprietari. L'urgenza e la fiducia preesistente riducono le difese psicologiche, aumentando il successo delle frodi.

Tecniche di furto degli account

I cybercriminali ottengono l'accesso agli account WhatsApp principalmente attraverso il phishing del codice OTP (One-Time Password) a 6 cifre, inviato via SMS per la verifica in due passaggi. Contattano la vittima originale con scuse plausibili (es: "Sto reinstallando WhatsApp, mandami il codice che riceverai") o tramite email/messaggi contraffatti. Una volta in possesso del codice, prendono il controllo del profilo e sfruttano la rubrica per inviare richieste di denaro a tutti i contatti. Secondo Polizia di Stato, questa metodologia ha causato perdite significative, con bonifici irreversibili verso conti esteri o anonimi.

Come difendersi

La prevenzione richiede scetticismo e verifiche incrociate. Se si riceve una richiesta di denaro inaspettata, è essenziale contattare il presunto mittente tramite un canale alternativo (chiamata, SMS, incontro) prima di agire. WhatsApp consiglia di attivare l'autenticazione a due fattori (WhatsApp Security) e di non condividere codici OTP con nessuno. Le istituzioni raccomandano inoltre di segnalare i numeri sospetti alla piattaforma e di denunciare le truffe alla Polizia Postale. Come ricorda Il Sole 24 Ore, nessuna banca o professionista serio richiede pagamenti urgenti tramite messaggi istantanei. Polizia di Stato WhatsApp Security Il Sole 24 Ore

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