Jannik Sinner ha conquistato il primo set per 6-3 contro Novak Djokovic nella semifinale degli Australian Open, ma il serbo ha ribaltato l’inerzia nel secondo parziale portandosi sul 4-1. Il match, giocato all’interno della Rod Laver Arena, vede il numero 2 del mondo affrontare il decimo campione di Melbourne, reduce da un toilet break al cambio campo. Sinner ha mantenuto un’ottima percentuale al servizio (82% di prime nel primo set), mentre Djokovic ha faticato a trovare ritmo (66% di prime nel secondo set), compensando con una maggiore efficacia nei punti chiave.
Strategie e pause: il terzo set in bilico
Dopo la pausa igienica richiesta da Djokovic a inizio terzo set, Sinner è ripartito concentrato nel suo turno di battuta, chiudendo il game a zero. Simone Vagnozzi, coach del tennista italiano, ha esortato Sinner a riproporre la tattica del primo set: "Quando entri in difesa con il rovescio, tira al centro per limitare la sua aggressività". Una strategia che aveva prodotto effetti destabilizzanti sul serbo, costretto a 10 errori non forzati nel secondo set contro i 9 di Sinner. Djokovic, tuttavia, ha salvato tre palle break consecutive nel quarto game del secondo parziale, dimostrando la sua capacità di alzare il livello nei momenti decisivi.
Statistiche e dinamiche: dominio non scontato
I numeri del secondo set (6-3 per Djokovic) rivelano un equilibrio più apparente che reale: 9 vincenti per il serbo contro 10 di Sinner, ma una differenza cruciale nella conversione delle palle break. Djokovic ha sfruttato 1 occasione su 3, mentre Sinner ha fallito 4 possibilità, comprese le tre consecutive al quarto game. La ridotta percentuale di prime di Djokovic (66%) non ha pregiudicato il suo controllo del set, grazie a una maggiore efficienza nei punti lunghi e a una difesa elastica che ha costretto l’italiano a forzare gli angoli. Con il terzo set iniziato sull’1-0 per Sinner, la partita rimane aperta. Australian Open ATP Tour
