Fed, Trump pronto a nominare Warsh al posto di Powell

Pubblicato: 30/01/2026, 11:38:282 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Esteri
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Fed, Trump pronto a nominare Warsh al posto di Powell

La scelta imminente e il ritorno di Warsh

Donald Trump sarebbe vicino a nominare Kevin Warsh come nuovo presidente della Federal Reserve, sostituendo l’attuale capo Jerome Powell. Secondo il New York Times, l’annuncio potrebbe arrivare nelle prossime ore dopo l’incontro di giovedì alla Casa Bianca tra il presidente e l’ex governatore della Fed. Warsh, 53 anni, ha già servito nell’istituto tra il 2006 e il 2011 ed è noto per le posizioni favorevoli a tassi d’interesse più bassi, in linea con le pressioni di Trump per una politica monetaria espansiva. La sua esperienza a Wall Street e i precedenti rapporti con l’amministrazione lo rendono un candidato ideale per la Casa Bianca, dopo mesi di tensioni con Powell.

Tensioni passate e critiche a Powell

La sostituzione di Powell rappresenta un epilogo atteso dopo tre anni di scontri pubblici. Trump lo aveva nominato nel 2018, salvo poi accusarlo ripetutamente di aver alzato i tassi troppo rapidamente e di non aver supportato adeguatamente l’economia durante la pandemia. Nel 2020, il presidente arrivò a definire la Fed “un’istituzione fallita” sotto la sua guida. Warsh, già candidato nel 2017 prima della scelta di Powell, gode invece da tempo della stima di Trump per le sue critiche alle politiche post-crisi del 2008 e per la vicinanza agli ambienti repubblicani. Come riporta Bloomberg, il suo nome circola da mesi nelle liste dei possibili successori.

Rischi per l’indipendenza della Fed

La possibile nomina riaccende il dibattito sull’autonomia della banca centrale. Warsh ha criticato in passato l’eccessivo potere della Fed, ma economisti come Paul Krugman temono che la scelta possa politizzare ulteriormente l’istituto. La Casa Bianca nega interferenze, ma secondo analisti di Reuters, l’eventuale conferma di Warsh segnerebbe un precedente per l’influenza del potere esecutivo sulla politica monetaria. I mercati monitorano la situazione: qualsiasi segnale di riduzione dell’indipendenza potrebbe generare volatilità, nonostante il profilo tecnico del candidato. New York Times Bloomberg Reuters

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