Dalla Barbie bionda ai ricci delle brughiere
Margot Robbie ha radicalmente trasformato il suo stile capillare durante la promozione di Cime Tempestose, adattamento cinematografico dell'omonimo classico in uscita il 12 febbraio nei cinema italiani. Abbandonati i iconici capelli lisci da "bionda californiana" legati all'era Barbie, l'attrice ha sfoggiato al Jimmy Kimmel Live! ricci ultra-definiti e strutturati, noti come crimpled hair. L'acconciatura, curata dallo hairstylist Bryce Scarlett, evoca le atmosfere selvagge dello Yorkshire, dove è ambientata la tormentata storia d'amore tra la sua Catherine Earnshaw e Heathcliff, interpretato da Jacob Elordi. Un semiraccolto voluminoso e mosso che sembra catturare il vento delle brughiere, diventando un'estensione visiva della narrazione cinematografica.
L'omaggio preraffaellita e le previsioni di tendenza
Il nuovo look di Robbie non è solo un tributo al paesaggio del film, ma un chiaro riferimento all'estetica preraffaellita. I ricci scolpiti e leggermente disordinati ricordano le chiome delle donne ritratte da artisti come Dante Gabriel Rossetti, simbolo di un romanticismo oscuro e passionale che ben si adatta al tono di Cime Tempestose. L'hairstylist Scarlett ha bilanciato precisione e naturalezza, creando un effetto "appena scompigliato" che ha immediatamente catturato l'attenzione degli esperti di moda. Secondo analisi di settore, questo stile potrebbe anticipare una tendenza destinata a esplodere nel 2026, con un ritorno a texture complesse e volumi drammatici.
Stile cinematografico oltre il grande schermo
La coerenza tra personaggio e immagine pubblica è stata ribadita durante la première mondiale al TCL Chinese Theatre di Los Angeles (28 gennaio), dove Robbie ha presentato un raccolto basso con ciocche vaporose, simile a quello indossato nel film. Una scelta che conferma come il suo styling stia seguendo un percorso narrativo parallelo alla pellicola, enfatizzando la trasformazione emotiva di Catherine attraverso l'estetica. L'attrice australiana, protagonista e produttrice del progetto, dimostra così un controllo meticoloso sulla propria iconografia, trasformando ogni apparizione in un'estensione della poetica visiva di Cime Tempestose. Vogue Italia, Harper's Bazaar, Vanity Fair Italia
