La diffusione del video su Facebook

Pubblicato: 30/01/2026, 10:49:422 min
Scritto da
Redazione
Categoria: News
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La diffusione del video su Facebook

Un video diventato virale su Facebook nelle ultime settimane mostrava un presunto omaggio ad Alex Pretti, ucciso da agenti dell'ICE a Minneapolis il 24 gennaio 2026, attraverso un cartellone digitale a Times Square. Le immagini ritraevano il volto dell'uomo accompagnato da scritte commemorative, presentate come un'iniziativa istituzionale di New York. La pubblicazione ha superato le 50.000 visualizzazioni, generando reazioni emotive e dibattiti sulla violenza delle forze dell'ordine. Tuttavia, analisi tecniche indipendenti confermano che il filmato è stato interamente generato mediante intelligenza artificiale. L'episodio si inserisce in una tendenza documentata da Reuters Fact Check: almeno il 18% dei contenuti virali su casi di vittime di violenza nel 2026 conteneva elementi manipolati.

Fact-checking smaschera l'inganno

Esperti di media digitali hanno identificato tre anomalie chiave: la mancanza di riferimenti temporali reali (i cartelloni di Times Square includono sempre orologi o date), texture incoerenti sui bordi dello schermo e ombre non allineate con l'illuminazione naturale della piazza. La società di analisi Snopes ha inoltre verificato che nessun ente pubblico o privato di New York ha autorizzato tali contenuti nel periodo indicato. L'ufficio del sindaco ha dichiarato ufficialmente: "Non esistono tributi ufficiali a persone non legate a eventi cittadini certificati". Il video risulta una rielaborazione di un'installazione reale del 2024 dedicata a un artista locale, modificata con tool di deepfake come DeepFaceLab.

Deepfake e disinformazione: un problema crescente

Secondo il rapporto 2026 del WITNESS Media Lab, il 63% dei video falsi legati a temi sociali usa vittime reali di violenza per costruire narrative polarizzanti. Gli algoritmi di Facebook amplificano questi contenuti: quelli emotivi hanno una diffusione 4 volte superiore ai fact-checking correttivi. Psicologi sociali avvertono che tali manipolazioni erodono la fiducia nelle istituzioni e ostacolano il dialogo su temi complessi come il controllo delle armi. "Creano martiri fittizi che deviano l'attenzione dalle soluzioni concrete", spiega la ricercatrice Carla Bianchi dell'Università di Bologna. Le autorità invitano a verificare le fonti tramite piattaforme certificate prima di condividere informazioni sensibili.

Fonti:

Reuters Fact Check Snopes WITNESS Media Lab

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