La proposta sulle infrastrutture critiche
Volodymyr Zelensky ha dichiarato venerdì che Kiev si asterrà dal colpire obiettivi energetici russi a condizione che Mosca adotti analoghe misure in Ucraina. L'annuncio arriva dopo le dichiarazioni di Donald Trump, che giovedì aveva evocato un presunto accordo con la Russia per proteggere tali strutture. "Se Mosca non colpirà le nostre centrali o reti energetiche, noi non colpiremo le loro", ha precisato il presidente ucraino durante l'incontro con la stampa. La mossa rappresenta un tentativo di ridurre l'impatto sulla popolazione civile dopo mesi di attacchi reciproci che hanno danneggiato sistemi vitali in entrambi i paesi, causando blackout e crisi termiche durante l'inverno. L'offerta si inserisce in un contesto di crescenti pressioni internazionali per mitigare gli effetti collaterali del conflitto, sebbene rimangano dubbi sull'effettiva applicazione. Analisti di Kyiv Independent sottolineano come la Russia abbia ripetutamente preso di mira la rete elettrica ucraina nell'ultimo anno, mentre droni ucraini hanno colpito almeno 20 raffinerie russe nel 2024. La tregua settoriale non influisce sulle operazioni militari convenzionali lungo i 1.200 km del fronte.
Stallo negoziale sul Donbass e prigionieri
Zelensky ha confermato l'impasse nei colloqui di pace, definendo "irrinunciabile" la questione del controllo del Donbass. "Dopo 1.436 giorni di guerra, non esiste ancora un compromesso territoriale", ha dichiarato, riferendosi alle trattative informali mediate da terzi paesi. La regione orientale, parzialmente occupata dalla Russia dal 2014, rimane il principale ostacolo a qualsiasi piano di cessate il fuoco strutturato. Fonti diplomatiche citate da Reuters indicano che Mosca insiste per il riconoscimento dell'annessione di quattro oblast, mentre Kiev rifiuta qualsiasi concessione oltre la linea del 24 febbraio 2022. Parallelamente, il presidente ha denunciato il blocco degli scambi di prigionieri da parte russa dall'ottobre 2023, nonostante gli accordi precedenti avessero consentito il rimpatrio di oltre 2.800 militari ucraini. L'interruzione complica ulteriormente il dialogo umanitario in un conflitto che ha causato almeno 50.000 prigionieri da entrambe le parti secondo stime ONU. L'Ucraina accusa il Cremlino di strumentalizzare la questione per ottenere concessioni politiche, mentre Mosca non ha fornito spiegazioni ufficiali sulla sospensione. Kyiv Independent Reuters ANSA
