Torino – "Serve una rivoluzione professionale che ponga la persona al centro, superando la crisi di credibilità dei media". Con questa visione Vincenzo Varagona ha inaugurato il suo nuovo mandato come presidente dell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), riconfermato durante il XXI Congresso nazionale a Torino. In un’intervista ai media vaticani, Varagona ha tracciato le linee guida per rilanciare l’associazione fondata nel 1959, puntando su giovani, ascolto e identità inclusiva.
Rinnovamento identitario e nuove generazioni
L’UCSI si presenta con un nuovo logo e una strategia che ridefinisce il suo ruolo: non più solo "stampa cattolica", ma rete di professionisti cattolici operanti in tutti i media. "Abbiamo coinvolto giovani giornalisti per innovare la nostra presenza nel settore", ha spiegato Varagona, sottolineando la necessità di ricostruire un rapporto diretto con il pubblico. La crisi di fiducia nel giornalismo – accentuata da polarizzazione e disinformazione – richiede secondo lui un cambio di paradigma: "Dobbiamo essere riconoscibili non per l’appartenenza ecclesiale, ma per l’etica e la qualità del lavoro". Il riferimento storico ai fondatori – da Raimondo Manzini a Pietro Pavan – serve a legare l’eredità culturale alle sfide attuali. L’associazione, nata in un’Italia diversa, oggi punta a intercettare le dinamiche digitali senza perdere il focus sul contatto umano.
La rivoluzione dell’ascolto: dialogo con il territorio
"La chiave è ripartire dall’ascolto, nelle diocesi come nelle redazioni", ha affermato Varagona, descrivendo gli incontri con i vescovi per mappare le esigenze locali. L’obiettivo è creare una "nuova via relazionale" tra giornalisti e società, superando le logiche di antagonismo. "Non siamo portavoce istituzionali, ma professionisti che cercano verità nel rispetto della dignità delle persone". Questa prospettiva si collega al concetto di ecologia integrale proposto da Papa Francesco: un giornalismo che rigeneri il tessuto sociale attraverso storie costruttive e linguaggi accessibili. Tra le priorità indicate figurano la formazione continua, la lotta alle fake news e progetti collaborativi con università e diocesi. "La persona deve tornare a essere soggetto, non oggetto della comunicazione", ha concluso il presidente. Vatican News Sito UCSI
