La polizia statunitense dell'immigrazione ha annunciato la sospensione di due agenti federali coinvolti nella morte di Alex Pretti, avvenuta a Minneapolis il 24 gennaio. L'episodio si inserisce in un contesto di crescente tensione nella metropoli del Minnesota, già segnata da un altro caso di cronaca che ha visto coinvolti agenti federali. La decisione di sospendere i due agenti del United States Customs and Border Protection (Cbp) è stata comunicata il 28 gennaio, con l'ente che ha definito la misura una "procedura standard".
Dettagli sull'incidente e le reazioni
Alex Pretti, un infermiere di 37 anni, è stato ucciso da dieci colpi di arma da fuoco mentre si trovava immobilizzato a terra. La dinamica esatta dell'evento è ancora oggetto di indagine, ma la gravità delle circostanze ha sollevato interrogativi sull'operato degli agenti coinvolti. Questo tragico evento segue di poche settimane la morte di Renee Good, avvenuta il 7 gennaio per mano di un agente dello United States Immigration and Customs Enforcement (Ice). Minneapolis, spesso al centro del dibattito sulla politica migratoria, si trova nuovamente a fare i conti con la violenza legata all'azione delle forze federali.
Contesto politico e indagini in corso
La vicenda assume particolare rilievo alla luce delle recenti dichiarazioni del Presidente Donald Trump, che ha intensificato i toni nei confronti delle autorità locali a guida democratica. Nonostante Trump avesse precedentemente annunciato una "piccola de-escalation" in Minnesota, gli eventi recenti sembrano contraddire questa affermazione. Le indagini sui due episodi di cronaca sono in corso e si attendono ulteriori sviluppi per fare piena luce sulle responsabilità e sulle procedure seguite dagli agenti federali. La comunità locale attende risposte e giustizia per le vittime e le loro famiglie.
