Lukoil cede asset esteri al gruppo Carlyle dopo sanzioni USA

Pubblicato: 29/01/2026, 10:53:572 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Esteri
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Lukoil cede asset esteri al gruppo Carlyle dopo sanzioni USA

Accordo strategico sotto pressione delle sanzioni

La compagnia russa Lukoil ha annunciato il 29 gennaio un accordo preliminare per la vendita della maggioranza delle sue attività internazionali al fondo d'investimento statunitense Carlyle. L'operazione, il cui valore rimane confidenziale, segue le sanzioni imposte dall'amministrazione Trump a ottobre 2023, che hanno congelato i beni USA di Lukoil e Rosneft. Le misure mirano a ridurre i ricavi energetici russi – stimati in 22 miliardi di dollari per i soli asset esteri di Lukoil – considerati vitali per finanziare il conflitto in Ucraina. La mossa segnala una ritirata strategica forzata per il secondo produttore petrolifero russo (2% dell'output globale), attivo con raffinerie in Europa, stazioni di servizio negli USA e giacimenti in Medio Oriente e Africa. Il comunicato precisa che i beni in Kazakistan restano esclusi dalla trattativa e che permangono negoziati con altri potenziali acquirenti.

Impatto globale e nodi da sciogliere

L'accordo richiederà l'approvazione del Dipartimento del Tesoro USA, che potrebbe imporre condizioni stringenti vista la natura sensibile del settore. Analisti sottolineano le sfide tecniche e politiche: Carlyle acquisirebbe infrastrutture in 15+ Paesi, tra cui Uzbekistan e Iraq, ma la transazione potrebbe innescare contenziosi legali da partner locali o reazioni di governi alleati alla Russia. Lukoil mantiene intatta la capacità produttiva domestica, ma perde pezzi chiave della sua proiezione internazionale. La cessione interessa tre raffinerie europee (tra cui la rumena Petrotel) e 800 stazioni di servizio, evidenziando il ridimensionamento di un colosso che fatturava 144 miliardi di dollari nel 2022. Fonti di settore segnalano che Carlyle valuterebbe lo smembramento di alcuni asset per ottimizzare i rendimenti.

Scenario geopolitico e reazioni

La vendita riflette l'efficacia crescente delle sanzioni occidentali, estese nell'ottobre 2023 per costringere Mosca a negoziati di pace. Se completata, priverebbe il Cremlino di valuta forte generata da attività offshore. Il silenzio di Carlyle sull'operazione solleva interrogativi sui rischi reputazionali, mentre il Cremlino evita commenti diretti, definendo "scelte aziendali" le strategie delle compagnie energetiche. L'esclusione del Kazakistan conferma il ruolo ambiguo di alcuni alleati regionali della Russia, che cercano di preservare collaborazioni energetiche nonostante le pressioni USA. Restano da chiarire i tempi di chiusura: fonti vicine a Lukoil ipotizzano 6-8 mesi, ma l'iter dipenderà dall'evoluzione del quadro sanzionatorio. Reuters Bloomberg Comunicato Lukoil

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