Di Giuseppe (FdI): "Pretti consapevole dei rischi, nessuno scandalo

Pubblicato: 29/01/2026, 12:05:212 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Esteri
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Di Giuseppe (FdI): "Pretti consapevole dei rischi, nessuno scandalo

La posizione del deputato FdI

Andrea Di Giuseppe, deputato di Fratelli d'Italia eletto nella circoscrizione America settentrionale e centrale, ha commentato senza mezzi termini il caso di Alex Pretti, il cittadino italiano coinvolto in un alterco con agenti federali negli Stati Uniti. "Pretti sapeva esattamente a cosa andava incontro", ha dichiarato Di Giuseppe in un'intervista, sottolineando come negli USA "esistano leggi chiare: se un servitore dello stato ti ferma, devi obbedire". L'esponente di FdI, imprenditore con doppia cittadinanza, ha paragonato la situazione a un principio universale: "Se un agente federale mi ferma, io obbedisco. E da cittadino americano pretendo che non ci siano differenze di trattamento". Secondo Di Giuseppe, la dinamica è "banalissima": chi viola la legge o contrasta le autorità "si assume un rischio calcolato". Il riferimento è al comportamento di Pretti durante l'arresto a Miami, dove l'uomo avrebbe opposto resistenza agli agenti. "Se non obbedisci, la situazione si complica. È ovvio", ha aggiunto il deputato, respingendo ogni ipotesi di scandalo o discriminazione.

Il caso Pretti e il dibattito transatlantico

La vicenda di Alex Pretti, finito in manette il 5 luglio dopo un litigio per un parcheggio, ha acceso un dibattito sulle differenze tra sistemi giudiziari e culturali. Mentre in Italia si discute di presunte violenze subite dall'uomo, Di Giuseppe invita a considerare il contesto normativo statunitense: "Lo sanno anche i muri che negli Stati Uniti esistono regole precise". Fonti locali ricostruiscono l'episodio come uno scontro fisico iniziato dopo il rifiuto di Pretti di mostrare i documenti, culminato con l'intervento di sei agenti. Le parole del deputato hanno sollevato reazioni contrastanti. Alcuni osservatori le interpretano come una difesa dello "stato di diritto" americano, mentre altri vi leggono una minimizzazione di possibili eccessi delle forze dell'ordine. Di Giuseppe però insiste: "Non si tratta di giustificare la violenza, ma di riconoscere che certe conseguenze sono prevedibili quando si sceglie di violare procedure consolidate".

Diritti e doveri: la prospettiva binazionale

Conclusa la sua analisi, Di Giuseppe ha ribadito la necessità di un approccio pragmatico: "Da cittadino italo-americano, pretendo equità ma anche senso di responsabilità individuale". La sua posizione riflette un'adesione ai principi di autorità tipici del diritto anglosassone, distanti da certe sensibilità europee. Restano aperte le questioni legali su Presunti eccessi durante l'arresto, ma per il parlamentare "il caso non rappresenta un'eccezione, bensì la norma in uno Stato che demanda agli agenti ampia discrezionalità operativa". ANSA La Repubblica Corriere della Sera

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