Ucraina colpisce deposito petrolifero a Voronezh e basi russe nei territori occupati

Pubblicato: 28/01/2026, 12:16:592 min
Scritto da
Gaetano Logatto
Categoria: Esteri
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Ucraina colpisce deposito petrolifero a Voronezh e basi russe nei territori occupati

Attacco strategico al deposito di Khokholskaya

Nella notte tra il 27 e il 28 gennaio, le forze ucraine hanno colpito il deposito petrolifero di Khokholskaya nell’Oblast di Voronezh, in territorio russo, provocando un vasto incendio e l’esplosione di prodotti petroliferi stoccati. Lo ha confermato il Comando Generale di Kyiv, sottolineando come l’infrastruttura fosse cruciale per rifornire l’esercito invasore di carburante e finanziare le operazioni belliche. Colonne di fumo denso hanno avvolto l’area, mentre le autorità locali stanno ancora valutando l’entità dei danni. Questo attacco rientra nella strategia ucraina di indebolire la logistica energetica russa, già messa a dura prova da una serie di raid mirati negli ultimi mesi.

Raid su installazioni militari nei territori occupati

Parallelamente, l’esercito ucraino ha condotto una serie di attacchi di precisione contro strutture militari russe nelle regioni occupate del Donetsk e di Zaporizhzhia. A Kolotilovka, nell’Oblast di Belgorod, sono stati colpiti punti di concentrazione delle truppe, mentre nelle zone di Velyka Novosilka, Shakhove e Hryhoriivka (Donetsk) è stato distrutto un centro di controllo droni. Particolarmente significativo il raid vicino a Huliaipole, città simbolo della resistenza ucraina in Zaporizhzhia, dove i combattimenti proseguono nonostante la pressione offensiva russa. Le operazioni hanno compromesso capacità operative nemiche, incluso un deposito di munizioni di un battaglione.

Contesto e implicazioni strategiche

Gli attacchi simultanei evidenziano la crescente capacità ucraina di colpire obiettivi sensibili sia in profondità nel territorio russo sia lungo le linee del fronte. Fonti di intelligence sottolineano come la distruzione di infrastrutture energetiche e militari rallenti i rifornimenti verso le zone di combattimento, costringendo Mosca a riorganizzare le catene logistiche. L’Oblast di Voronezh, a soli 200 km dal confine ucraino, era considerato un “hinterland” sicuro, ma questa percezione è stata scardinata. Kyiv continua a negare l’uso di armamenti occidentali per attacchi in suolo russo, lasciando aperte questioni sull’origine degli ordigni utilizzati. Kyiv Independent, Comando Generale Ucraino, BBC News

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