Un viaggio immersivo tra fumetto e cinema
Dal 30 gennaio al 6 aprile 2026, Milano rende omaggio a Dino Buzzati nel 120° anniversario della nascita con la mostra Dino Buzzati e l’Aldilà. Milano e le montagne, da Poema a fumetti al film Orfeo, allestita nel complesso di San Carpoforo a Brera. Curata dal regista Virgilio Villoresi, l’esposizione fonde linguaggi artistici attraverso un percorso ispirato al suo film Orfeo (2024), trasposizione cinematografica del rivoluzionario Poema a fumetti (1969) di Buzzati, riconosciuto come la prima graphic novel italiana. L’esperienza immersiva guida i visitatori tra illustrazioni originali, bozzetti, videoinstallazioni e riferimenti alle montagne amate dall’autore, creando un dialogo tra letteratura, pittura e cinema. Buzzati, scomparso nel 1972, sperimentò nel Poema un formato innovativo: 292 tavole che rielaborano il mito di Orfeo ed Euridice in una Milano contemporanea, mescolando versi, prosa e immagini. La mostra ne svela i retroscena creativi, esponendo materiali d’archivio della Fondazione Arnaldo e Alberto Mondadori (FAAM), che co-organizza l’evento nel suo laboratorio all’ex Canonica di San Carpoforo.
L’eredità poliedrica di un maestro del Novecento
Nato a San Pellegrino di Belluno nel 1906, Buzzati trascorse gran parte della vita a Milano, lavorando per oltre quarant’anni al Corriere della Sera come cronista, inviato e critico d’arte. La sua produzione spaziò dal romanzo (Il deserto dei Tartari, 1940) al teatro (Un caso clinico, 1953), dalla pittura – con uno stile visionario vicino al surrealismo – alla poesia. Le Dolomiti, simbolo delle radici e della solitudine esistenziale, ricorrono come sfondo in molte opere, dalla narrativa (I miracoli di Val Morel) alle tele esposte alla Biennale di Venezia nel 1952 e 1956. La mostra milanese evidenzia questa multidisciplinarità, sottolineando come il Poema a fumetti sintetizzasse la sua ricerca: un racconto grafico che anticipò tendenze internazionali, contaminando mito classico, cultura pop e riferimenti autobiografici. Un’opera-culto che influenzò generazioni di artisti, da Hugo Pratt a Andrea Pazienza, e che Villoresi ha riportato in vita con tecniche digitali e animazioni.
San Carpoforo: scenografia senza tempo
La scelta della sede non è casuale: la chiesa del IX secolo, rimaneggiata nel Cinquecento e oggi gestita dalla FAAM, offre un’atmosfera sospesa tra sacro e profano, ideale per esplorare i temi buzzatiani dell’aldilà e del mistero. Gli spazi della ex Canonica accoglieranno proiezioni su superfici architettoniche irregolari, creando un effetto di "libro vivente" che coinvolge lo spettatore. L’iniziativa rientra in un più ampio programma di celebrazioni per il 2026, confermando Milano come custode dell’eredità di un autore che seppe unire tradizione letteraria e sperimentazione. Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori Corriere della Sera - Cultura Comune di Milano - Turismo
