Un passaggio storico per la viticoltura valpolicellese
La storica realtà vitivinicola Tedeschi, punto di riferimento nella Valpolicella dal 1630, inaugura una fase cruciale del suo sviluppo con l’ingresso operativo di Enrico Giacomelli Tedeschi. Primogenito di Antonietta Tedeschi e maggiore dei sette cugini di terza generazione, Enrico rappresenta il primo tassello di un piano di transizione familiare studiato negli ultimi anni. La sua incorporazione – annunciata il 18 settembre – concretizza un percorso di continuità destinato a coinvolgere gradualmente tutti i giovani eredi, garantendo stabilità alla produzione di eccellenze come l’Amarone. «Accogliere Enrico significa preservare l’identità di un’impresa radicata nel territorio da quattro secoli, spiega la famiglia attraverso un comunicato ufficiale. L’avvio di questo processo coincide con una fase di espansione internazionale: nel 2023 l’azienda ha superato i 15 milioni di fatturato, con esportazioni verso 45 Paesi.
Competenze ibride per il mercato del vino
Enrico Giacomelli Tedeschi porta in azienda un profilo professionale atipico per il settore. Avvocato con specializzazione in diritto commerciale, ha maturato esperienze in studi legali internazionali e nel reparto compliance di gruppi industriali, affiancando alla formazione giuridica competenze in strategia aziendale e gestione del rischio. Parallelamente, ha coltivato una preparazione tecnico-enologica attraverso corsi dedicati e la partecipazione diretta alle fasi produttive dell’azienda familiare. «Il mio ruolo sarà sviluppare una comunicazione autentica che unisca tradizione e innovazione, dichiara il nuovo entrante, assegnato all’area sviluppo mercato Italia. Il suo approccio punta a rafforzare il dialogo con la distribuzione moderna e le nuove generazioni di consumatori, senza alterare i valori fondativi del brand. Un equilibrio già sperimentato durante il progetto "Tedeschi Heritage 1630", linea dedicata ai mercati asiatici.
Il progetto famiglia: valori e responsabilità condivise
«L’arrivo di Enrico non è un atto formale, ma l’esito di un percorso basato su studio e merito, sottolinea Antonietta Tedeschi, co-titolare con i fratelli Sabrina e Riccardo. Il modello adottato prevede un inserimento graduale dei giovani secondo competenze specifiche, evitando logiche automatiche di successione. Tutti i sette cugini hanno completato percorsi formativi esterni prima di entrare in azienda, seguendo un protocollo definito nel Family Agreement del 2018. La sfida principale riguarda l’adattamento a un mercato globale sempre più competitivo. «Crediamo nel valore della coesione familiare come fattore distintivo, conclude Antonietta. Una visione che trova riscontro nei dati: secondo l’Osservatorio AUB, le imprese familiari italiane con piani di transizione strutturati registrano performance migliori del 23% rispetto alla media. Comunicato stampa ufficiale Tedeschi Wines Rapporto Unioncamere 2023 sul ricambio generazionale Analisi WineNews sul mercato vitivinicolo italiano
