Il nodo Ghali alla cerimonia inaugurale
La scelta di Ghali come uno dei protagonisti della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, in programma il 6 febbraio, continua ad alimentare un dibattito che va ben oltre la scaletta artistica. Il rapper milanese di origini tunisine è da tempo associato a prese di posizione sulla questione palestinese, rese ancora più visibili dopo l’esibizione a Sanremo 2024 e il messaggio «Stop bombing Gaza, che aveva innescato frizioni con la Rai e con l’ambasciata israeliana in Italia. È in questo clima che il ministro per lo Sport Andrea Abodi ha voluto precisare, da Palazzo Chigi, che la cerimonia non lascerà «spazio ad ambiguità sul piano ideale, culturale ed etico, rivendicando la natura unificante e non divisiva dell’evento olimpico. Gli organizzatori hanno ribadito che la presenza di Ghali va letta anzitutto in chiave artistica e rappresentativa di una Milano multiculturale, ma le perplessità politiche e simboliche restano al centro della discussione pubblica.
Le parole di Jarach tra memoria, Shoah e libertà di parola
In questo contesto è intervenuto Roberto Jarach, presidente della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano, che ha scelto una linea netta contro ogni tentazione censoria. «Non ho paura se Ghali viene ad esprimere i suoi pensieri, ha dichiarato, rivendicando il valore della libertà di espressione anche quando le posizioni esp
