Veronica Abaza, 64 anni, è morta dopo 10 giorni di agonia per le percosse subite dall'ex compagno Lucian Stan. Il caso riaccende l'allarme sui femminicidi in Italia, con numeri in aumento nel 2025.
Il dramma di Veronica Abaza a Gela
Veronica Abaza, 64 anni, è stata trovata in fin di vita nella sua abitazione a Gela, provincia di Caltanissetta, la sera del 17 settembre 2025. L'aggressione, causata da calci e pugni, ha provocato lesioni fatali, inclusa la testa sbattuta contro una struttura rigida.
La donna è spirata dopo 10 giorni di agonia in ospedale, diventando una delle tante vittime di femminicidio commesso da un partner o ex. L'ex compagno, Lucian Stan, è stato arrestato il 6 ottobre con l'accusa di omicidio volontario.
I primi accertamenti medici hanno confermato che le percosse multiple hanno portato al decesso, evidenziando la violenza estrema usata contro la vittima, un pattern ricorrente nei casi di cronaca nera italiana.
Un femminicidio tra i tanti del 2025
Il caso di Veronica si inserisce in una serie di tragedie simili nel 2025, come quella di Carmela Quaranta, 42 anni, uccisa a Mercato San Severino e ritrovata senza vita un mese prima dell'arresto dell'ex compagno.
Altre vittime includono Tiziana Vinci, 54 anni, colpita a coltellate dall'ex coniuge a La Spezia nonostante il braccialetto elettronico, e Assunta Sgarbini, 47 anni, morta per asfissia meccanica a Montecorvino Rovella per mano dell'ex partner Christian Persico.
Questi episodi dimostrano come la violenza domestica, spesso da ex relazioni, continui a mietere vittime, con un aumento preoccupante registrato nelle statistiche ufficiali del 2025.
Il quadro normativo contro i femminicidi
In Italia, il legislatore ha introdotto misure specifiche come l'articolo 577-bis del Codice Penale, che prevede l'ergastolo per chi cagiona la morte di una donna in contesti di discriminazione o prevaricazione, aggravato da relazioni affettive cessate.
La norma si applica a omicidi commessi contro ex coniugi, conviventi o partner affettivi, distinguendosi dall'omicidio base dell'articolo 575. La Convenzione di Istanbul ha spinto riforme per una strategia integrata contro la violenza di genere.
Nonostante queste disposizioni, i casi come quello di Roberta Bertacchi, 26enne di Ruffano morta nel 2024 con l'ex fidanzato accusato di maltrattamenti, mostrano lacune nell'applicazione pratica.
Prevenzione e lotta alla violenza di genere
Per contrastare i femminicidi, sono essenziali braccialetti elettronici e divieti di avvicinamento, ma come nel caso di Tiziana Vinci, i dispositivi possono fallire, richiedendo controlli più rigorosi.
La giurisprudenza sottolinea l'aggravante per relazioni affettive cessate, ma serve maggiore sensibilizzazione e supporto alle vittime, come centri antiviolenza e percorsi di uscita dalla dipendenza emotiva.
Il processo per l'ex di Roberta Bertacchi, chiesto nel 2024, evidenzia la necessità di pene certe per dissuadere potenziali aggressori e proteggere le donne vulnerabili.
