La Russia pianifica di arruolare oltre 400.000 soldati nel 2026 per sostenere l'offensiva in Ucraina, dopo aver raggiunto gli obiettivi del 2025. Ma con perdite elevate e resistenza interna, il Cremlino affronta dilemmi cruciali su come reperire nuove truppe.
L'ambizioso piano di reclutamento russo per il 2026
La Russia ha fissato un obiettivo di reclutamento di 409.000 soldati per il 2026, come rivelato dal capo dell'intelligence ucraina Kyrylo Budanov. Questo piano segue il successo nel raggiungere i 403.000 arruolati nel 2025, entro inizio dicembre, evitando una nuova mobilitazione su larga scala che aveva provocato malcontento popolare.
Per sostenere lo sforzo bellico, Mosca punta su contratti volontari e coscrizioni mirate, ma le perdite cumulative superano il milione di uomini, tra morti, feriti e dispersi, secondo stime ucraine allineate con intelligence occidentali.
Perdite sul campo e mancanza di riserve strategiche
L'esercito russo fatica a costruire riserve strategiche, con avanzate lente in Ucraina e oltre 156.000 vittime confermate da indagini indipendenti. Budanov ha sottolineato che, nonostante il piano 2025 completato, le operazioni militari richiedono un flusso costante di nuove leve per mantenere la pressione sul fronte.
Le statistiche ucraine indicano 1.203.310 perdite totali russe dall'invasione su vasta scala, un dato che include feriti e prigionieri, evidenziando la sostenibilità precaria delle forze armate di Mosca nel lungo termine.
Coscrizione a tempo pieno e reclutamento straniero
Putin ha ordinato una concrizione tutto l'anno nel 2026, chiamando cittadini dai 18 ai 30 anni non in riserva, per integrare i contratti volontari. Questa misura mira a stabilizzare gli organici senza ricorrere a draft impopolari.
In parallelo, la Russia recluta sistematicamente stranieri, con oltre 18.000 da 128 paesi arruolati entro ottobre, inclusi nordcoreani come contingente principale. Nel solo dicembre, 150 combattenti da 25 nazioni si sono uniti, e 200 altri in preparazione.
Sfide interne e prospettive future
La dipendenza da reclute straniere e coscrizioni estese riflette le difficoltà nel motivare i russi interni, dopo la parziale mobilitazione del 2022 che causò fughe di capitale e proteste. Esperti prevedono tensioni sociali se gli obiettivi non saranno raggiunti senza ulteriori misure coercitive.
Per il 2026, il Cremlino deve bilanciare pressione militare con stabilità domestica, mentre l'Ucraina monitora questi sviluppi per adattare la propria difesa. Le proiezioni indicano un conflitto prolungato, con Mosca costretta a innovare strategie di arruolamento.
Implicazioni per il conflitto prolungato
Il piano di 409.000 reclute evidenzia l'impegno russo per un'offensiva sostenuta, ma solleva interrogativi sulla qualità e motivazione delle truppe. Fonti ucraine avvertono che, nonostante i numeri, le avanzate russe rimangono limitate da logistica e morale basso.
Guardando avanti, il reclutamento straniero potrebbe espandersi, ma resta una soluzione parziale. L'intelligence di Kiev prevede che Mosca intensifichi sforzi per evitare cali operativi, in un contesto di perdite che erodono il potenziale demografico russo.
